What If…? – Il trionfo della metanarrazione

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L’arrivo su Disney+ della prima serie animata dei Marvel Studios ha dimostrato, ancora una volta, le grandi potenzialità narrative del Marvel Cinematic Universe.
All’inizio doveva essere una semplice serie antologica, ovvero con storie tutte diverse e slegate tra di loro, mentre alla fine si è scoperto che c’era un filo conduttore che univa il tutto. Questo filo conduttore è la metanarrazione alla base di What If: la serie ha esplorato diversi universi alternativi a quello principale del MCU, partendo sempre da un cambiamento in quest’ultimo. Le storie, così, non sono totalmente diverse, ma più una semplice versione alternativa di qualcosa che conosciamo già. A questo va ad universi un narratore onnisciente che, col passare degli episodi, viene coinvolto negli eventi. Insomma tanti fili narrativi vengono a sommarsi una sopra l’altro per creare un prodotto decisamente unico, il quale non abbandona mai le sue origine fumettistiche.

Tutte queste scelte narrative permettono ai produttori di raggiungere due scopi ben precisi: celebrare tutti i film (e non solo) che vengono citati e anche di legare la serie al resto del franchise Marvel, in questo modo il multiverso si tinge ancora di più con i colori della crossmedialità. Sia chiaro il MCU aveva già ricevuto prodotti canonici su altri media, ma nessuno di questi aveva avuto le potenzialità (e forse anche il budget) di questa serie. La sua pubblicazione è anche azzeccata se ci pensiamo: gli ultimi due film sugli Avengers erano un grande banco di prova per il MCU, ovvero il pubblico doveva dimostrare ai Marvel Studios di aver seguito tutti i film precedenti. Dato il successo mondiale di Infinity War ed Endgame, è chiaro che il pubblico non si è perso nessuna avventura di tutti questi personaggi. Viene dà che una produzione del genere può solare fare cassa in un fandom di questo tipo, concentrando così la maggior parte del lavoro solo sulla creazione delle varie storie alternative.

Vedendo i vari episodi possiamo dire che c’è spazio per quasi tutti i personaggi visti nel MCU, persino quelli secondari. Alternando versione alternativi di personaggi iconici a dei veri e proprio universi alternativi, ogni scenario presentato è accattivante e pieno di possibilità narrative. Purtroppo l’aspetto più negativo della serie è la sua durata: in poco più di 20 minuti non si riesce quasi sempre a raccontare “tutto” e così alcune volte capita che gli sceneggiatori devono inventarsi qualcosa per risparmiare del tempo. Nonostante questa frettolosità in alcuni punti, il resto delle storie funzionano senza troppi problemi ed ognuna di loro si chiude con un cliffhanger. Se potrebbe far storcere un po’ il naso il fatto di voler lasciare aperte delle questioni in ogni episodio, l’idea generale del fandom all’inizio era che questa impostazione narrativa serviva ad evidenziare la natura antologica della serie.
Alla fine il motivo per cui si è deciso di lasciare le storie in questo modo è un altro e lo analizzeremo più avanti.

A livello di trama sono diversi che offrono nuovi personaggi o nuove versioni accattivanti. Su tutti direi che quello ha colpito la maggior parte degli utenti è stato Captain Carter, la versione col siero da super soldato di Peggy Carter. Rendendo omaggio all’originale Captain America ed il suo primo film, questa nuova versione femminile funziona in tutto e per tutto. Nonostante i due hanno quasi lo stesso ruolo a livello di storia, Carter porta con sé una prospettiva del tutto originale nelle varie scene. Inoltre questo personaggio sembra nascondere tante avventure nel suo futuro, speriamo di rivederla nella prossima stagione o al cinema!

Rest in power, King

E’ doveroso poi citare il T’Challa in versione Star Lord dei Guardiani della Galassia. Più che offrirci un personaggio del tutto diverso, in questa versione possiamo vedere come l’ex Black Panther funzioni anche in ruolo così diverso. Questa versione animata di T’Challa è stata doppiata in inglese da Chadwick Boseman qualche tempo prima della sua morte, ergo questo è stato il suo ultimo lavoro prima di lasciarci. Il secondo episodio in cui appare è stato totalmente dedicato all’attore. In questo episodio c’è anche una versione decisamente più amichevole di Thanos, una scelta molto divertente dato che solo qualche mese fa aveva eliminato mezzo universo.

Un episodio che funziona in tutto e per tutto è il settimo, ovvero quello incentrato su Thor se fosse stato figlio unico.
Ad oggi è forse il contenuto del MCU che nasconde più riferimenti a tutto il mondo Marvel, inoltre direi che è anche il più divertente mai visto. In questo episodio c’è l’esordio di un personaggio classico dei fumetti, ovvero Howard il Papero.
In quello che dovrebbe essere una sorta di Ragnarok 2.0, spiccano anche: Loki nella sua versione da Gigante di ghiaccio, il Granmaestro interpretato da Jeff Goldblum, Captain Marvel in versione guastafeste e Darcy Lewis che è decisamente il personaggio secondario più divertente. Infine in questo episodio c’è anche il cliffhanger che ci annuncia il vero villain della serie, colui che andrà ad unire tutte queste storie.

Tralasciando la minaccia di un Hank Pym cattivo, l’invasione Zombie ed un episodio su Killmonger davvero poco ispirato, l’episodio incentrato sulla versione da Stregone Supremo di Doctor Strange è quello con più lore in assoluto. In questa versione il dottore perde decisamente la testa per il suo amore e fa di tutto per salvarlo da un oscuro destino, ma in questa sua missione scopre che nemmeno un individuo dai poteri illimitati può cambiare le regole che governano l’universo. Arrivando a causa la distruzione del suo universo, Strange rimane solo nell’oblio ed è in questo momento che invoca l’aiuto di colui che lo sta osservando. Qui entra in gioco il nostro narratore Uatu, il quale per la prima volta entra direttamente negli eventi che sta narrando. Essendo un Osservatore, una razza aliena molto avanzata, è in grado di vedere ogni evento di qualsiasi universo, ma non può interferire in quanto è sotto giuramento…così il povero Strange è condannato a restare nell’oblio per l’eternità.

I tre personaggi cardine di questa prima stagione

Negli ultimi due episodi le varie storie raccontate finora arrivano finalmente al culmine e si uniscono contro Ultron, la vera minaccia al Multiverso. In questa versione alternativa l’androide creato da Tony Stark riesce ad unirsi nel corpo di quello che fu Visione, sfruttando pienamente i poteri della Gemma della Mente. Dopo aver sconfitto quasi tutti gli Avengers, Ultron riesce a mettere le mani sulle altre Gemme dell’Infinito ed è qui che comincia a distruggere ogni cosa nel suo universo. Essendo ormai diventato un individuo con una potenza smisurata e solo nel suo universo, Ultron percepisce l’Osservatore Uatu e decide di dargli la caccia. La Battaglia del Multiverso ha inizio e persino l’Osservatore, anche lui molto potente, non è in grado di fermare questa versione definitiva dell’androide. Nel loro confronto c’è anche una chiaro riferimento a Galactus, un altro grande villain nei fumetti Marvel, quando Ultron decide di mangiare letteralmente un universo.

Galactus nei fumetti si nutre di Pianeti, una dieta molto particolare

Per sconfiggere questa grande minaccia Uatu deve rompere il suo giuramento e chiede aiuto a tutti i protagonisti che abbiamo seguito in precedenza. A partire dal Doctor Strange Supremo, Captain Carter, Star Lord T’Chall, Thor, Killmonger, una versione alternativa di Vedova Nera ed una nuova versione di Gamora che è in grado di distruggere le Gemme con una macchina speciale. Questo fantastico team viene definito da Uatu come i “Guardiani del Multiverso“, un nome niente male.
Il finale è decisamente la parte migliore di questa prima stagione, ma vengono a crearsi alcune domande. Una su tutti è come mai le varie Gemme dell’Infinito possano funzionare in universi alternativi? Una delle risposte ricevute dal fandom è che, molto probabilmente, questo dovuto all’enorme potenza di Ultron che le ha “riattivate”.

Cosa ci aspetta la prossima stagione?

Sappiamo già che la serie avrà una seconda stagione il prossimo anno e sarà dedicata ai vari film della Fase 4, ma speriamo anche di rivedere qualcuno di questi eroi della prima stagione. Non so in quanti si aspettavano una qualità così alta da questa serie, ma posso dire che a me ha sorpreso moltissimo. Certo non sempre i disegni e le animazioni sono perfette nelle scene d’azione, ma questo stile cel-shading possiamo dire che funziona a dovere per far riconoscere al pubblico i vari beniamini.
Inoltre una delle cose più belle rispetto alla versione originale è il doppiaggio italiano, il quale non soffre di alcun recast. Tutti i doppiatori iconici degli Avengers e dei vari personaggi secondari sono presenti, in questo modo la serie è ancor più unita al filone del Marvel Cinematic Universe.

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