Squid game, che cos’è la vera umanità?

Condividi sui social!

Ciao a tutti! Sono Marica e ho 25 anni, questo è il mio primo articolo sul blog e spero vi piaccia!

Ho un sacco di passioni diverse, ma quello che mi ha spinto ad entrare nel team è stato il poter condividere le mie opinioni su anime, manga e serie tv, infatti oggi voglio proporvi una recensione su Squid Game, il nuovo successo targato Netflix che sta facendo scalpore tra gli appassionati di serie tv, ma che allo stesso tempo sta dividendo gli spettatori tra chi lo ama e chi lo odia.

 

Estratto di un altro dei poster della serie

Partiamo dicendo che Squid game è una serie tv coreana d’azione, thriller e drammatica con diversi protagonisti e tutti loro hanno in comune una cosa: gravi problemi economici. Non starò qua a riassumere la trama, perché non penso riuscirei a narrare come si deve ciò che succede episodio per episodio, bensì voglio parlarvi dell’aspetto umano, o non umano questo dipende dai punti di vista, e di come questo stesso lato venga distorto nel momento in cui si mette di fronte a chi non ha più nulla da perdere, ma solo da guadagnare, un premio in denaro talmente grande da riuscire a risolvere ogni loro singolo problema. C’è solo un modo per vincere, però, ovvero sopravvivere, solo che la sopravvivenza significa anche arrivare ad uccidere anche un amico.

 

Allerta spoiler!

Sang-Woo e Gi-Hun nel quarto episodio della serie

Scendiamo, ora, nei dettagli di ciò che voglio dire. In Squid Game è evidente la disperazione e la volontà di fare ogni cosa possibile per riuscire a vincere; neanche il protagonista tra i protagonisti, Gi-Hun, si può escludere da questo discorso, perché nonostante tutto anche lui, nel sesto episodio della serie, si ritrova ad approfittare della demenza senile del suo “gganbu”, l’anziano Numero 1, per vincere e poter continuare a partecipare alla carneficina. Assieme a lui, anche Sang-Woo, che sin dal primo episodio si è dimostrato scaltro e a tratti egoista, ha finito col sacrificare qualcuno, qualcuno di importante e con cui aveva condiviso diversi momenti intimi, Ali. Sang-Woo è uno dei personaggi che più di tutti è stato coinvolto nella lotta tra amore e odio del fandom proprio per aver “ucciso” Ali, ma qua bisogna farsi una domanda: noi ci saremmo comportati diversamente? Come ho detto prima, i protagonisti di questa serie sono persone disperate, che per errori propri o casualità della vita hanno perso ogni cosa, alcuni non hanno più una casa, altri, come Sang-Woo, non hanno proprio più nulla se non debiti, altri hanno ancora qualcosa ma non la possibilità di rifarsi e quindi ci chiedo: cosa faremmo noi se fossimo lì? Per fortuna è una domanda che si pone solo a livello di fantasia, ma nella realtà dei fatti ciò che Squid Game propone sono l’insieme di sfaccettature di una società capitalista che con i soldi dà e toglie tutto, la predisposizione dell’uomo alla sopravvivenza, la capacità di perdere ogni briciola di umanità e sporcarsi le mani del sangue dei propri compagni.

Confesso che arrivata alla fine della prima stagione non sapevo come sentirmi, ero come svuotata di ogni emozione e forse questo era ciò che anche i partecipanti hanno provato una volta vinto; allo stesso tempo, però, mi sembrava di essere anche uno di quei “VIP” che al gioco assistevano divertiti nel vedere come le cose si evolvevano, chi perdeva e chi vinceva; infatti credo che questo sia un altro degli obiettivi di questo telefilm: far rendere conto alle persone che a volte nel nostro piccolo potremmo cambiare la vita di qualcuno, anche facendo il minimo indispensabile, ma che altrettante volte preferiamo invece rimanere fermi a guardare nella nostra bolla di sicurezza, sicuri di essere intoccabili.

Ora non ci resta che aspettare la prossima stagione per vedere come andranno le cose, io non vedo l’ora e voi? Cosa ne pensate della serie, che aspettative avete?


Potrebbero Interessarti

Leave a Comment