Spiderman: No Way Home – L’apice del Fanservice

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L’ultimo film dedicato all’Uomo Ragno punta tutto nel colpire i suoi fan e ci riesce benissimo!
Questa volta andiamo controcorrente e vi proponiamo una breve recensione di un film uscito da poco nelle sale cinematografiche mondiali. Dopo tanti leak, voci di corridoio ed un’attesa incontrollabile è arrivato al cinema Spider-Man: No Way Home. Era chiaro fin da subito che il pubblico voleva vedere tanti colpi di scena nell’ultima avventura dell’Uomo Ragno e così è stato. Il film di Jon Watts è l’ultimo capitolo della origin story per il Peter Parker del MCU, inoltre è anche un punto d’arrivo per tutti gli altri personaggi che prende in prestito dalle vecchie pellicole di Spider-Man. Il fanservice è l’elemento fondante di questa produzione: tutto viene messo in secondo piano per dare spazio ai vari plot twist, una scelta che ci sentiamo di premiare quasi a pieni voti.

Siamo arrivati a questa epocale avventura dopo diversi mesi di battaglie legali tra Disney e Sony, la quale detieni i diritti del personaggio. A raccontarlo oggi sembra quasi una barzelletta, soprattutto vedendo come questo film in particolare sia letteralmente lo spot migliore a tutte quelle produzioni Sony degli anni passati e anche quelle recenti. Tralasciando il successo di Into the Spider-Verse, i Marvel Studios sono riusciti a realizzare dei film di successo senza svilire quanto fatto prima dalla stessa Sony. Viene da chiedersi a questo punto se anche gli X-Men (ex proprietà della FOX) riceveranno un progetto simile nei prossimi anni, del resto il pubblico ha dimostrato di apprezzare tantissimo il revival di personaggi così iconici.

Parlando del film in sé, invece, la storia comincia esattamente subito dopo la fine di Far from Home. La vita di Peter Parker viene stravolta quando il Daily Bugle annuncia al mondo intero che è lui a celarsi dietro la maschera di Spider-Man. Assieme a lui anche MJ, Ned e Zia May vengono travolti dalla fama mondiale del supereroe. Oltre ai guai legali causati da Mysterio, il problema che colpisce di più i ragazzi è non avere alcun futuro all’orizzonte: nessuna università vuole avere a che fare con Spider-Man e così le loro candidature vengono rifiutate. Non potendo trovare altre soluzioni, Peter si rivolge allo Stregone Supremo Stephen Strange per una soluzione decisamente particolare. Grazie ad un incantesimo tutti dovranno dimenticarsi chi è Peter Parker, ma esso si rivela essere un’arma a doppio taglio cominciando ad attirare nuovi nemici. In qualche modo tutti nel Multiverso (il quale è ora accessibile) sanno chi è Peter e cominciano ad invadere l’universo del MCU, così rivediamo diversi villain dei film di Raimi e di Amazing Spider-Man. Due scelte non a caso dato che si tratte delle prime trasposizioni cinematografiche del personaggio, in questo modo viene a crearsi un collante tra le vecchie avventure e quelle più moderne. Inoltre, come già detto, il tutto si traduce in una bella pubblicità alle prime produzioni nel mondo dei cinecomics di casa Sony. Per non parlare del fatto che con un’altra trilogia di film all’orizzonte, molto probabilmente ci sarà spazio per diversi altri personaggi dello Spider-Verse con i Marvel Studios.

L’aspetto che più di tutti è riuscito nel film è l’evoluzione dei personaggi: dai principali ai secondari, passando per i villain e altri tutti hanno avuto la loro possibilità d’incidere sulla storia e soprattutto svelarci chi sono. Buona parte di questo lavoro è dovuto anche all’ampio fanservice che permea in tutta la pellicola. Ogni personaggio su schermo, linea di dialogo, azione con i vari villain ecc. si porta dietro tutte le storie che sono state esplorate nei film del passato. La narrazione così finisce per svolgere due compiti fondamentali: ci dà la possibilità di riapprezzare i personaggi del passato e anche quello di creare un senso di continuità con i personaggi del presente. Le avventure di Spider-Man sono segnate da alcuni eventi molto specifici che, prima o poi, si ripetono in ogni iterazione del personaggio. Ad esempio la frase “Da un grande potere derivano grandi responsabilità” è più di un mantra, è il punto di non ritorno nell’evoluzione di tutti quelli che indossano la maschera di questo eroe. Nonostante le difficoltà, l’eroe di turno riesce a rialzarsi per aiutare gli altri. 

Se dal punto di vista narrativo il film è un omaggio al passato, anche sul lato tecnico il regista si è mosso in questa direzione. Ritornano le colonne sonore dei vecchi film, dialoghi ormai diventati iconici e scenette che rimandano alla cultura pop di questi anni; insomma se non siete a conoscenza di tutte queste cose è quasi impossibile apprezzare il lavoro svolto dalla produzione. Per rimarcare ancora di più questo concetto basti pensare che togliendo la sorpresa, al film non rimane molto da offrire. Sicuramente le scene d’azione sono sempre interessanti da vedere, ma è palese come il montaggio e la stessa sceneggiatura non siano affatto così appassionati come si può pensare a primo impatto. Ad ogni modo, non sarebbe corretto giudicare il film ignorando il suo obiettivo principale: l’intrattenere il pubblico che conosce questi personaggi da più di 20 anni.

Spider-Man: No Way Home è forse il film dei Marvel Studios che finisce per sorprenderci più di tutti sul lato produttivo. In tutti questi anni si era parlato diverse volte di come i registi, sceneggiatori ecc. non avevano alcuna libertà creativa in questi film, eppure nonostante le smentite la polemica è sempre rimasta accesa. Probabilmente questo film chiuderà definitivamente la polemica, anche perché senza una vera libertà creativa un buon 90% del film non avrebbe mai potuto vedere la luce e regalare ai fan un’esperienze quasi del tutto irrepetibile.
Le ultime parole di questo articolo le dedichiamo al finale del film, il quale ha cambiato del tutto la vita dei personaggi che abbiamo seguito in questa trilogia. La scelta è sicuramente audace ed è da capire come sarà gestita in futuro, soprattutto se consideriamo le avventure future nel MCU. Dal Multiverse of Madness del Dottor Strange a Spider-Man 4, chissà come ritroveremo Peter Parker e se sarà sempre lo stesso.

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