Overwatch: il Cowboy senza un nome

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In questi ultimi giorni ha fatto scalpore la notizia che uno dei personaggi iconici di Overwatch dovrà cambiare nome.
Tutto ciò è stato causato dalle tante accuse di molestie e sessismo arrivate ad Activision/Blizzard, la compagnia che ha sviluppato lo shooter a squadre. Oltre alla accuse pubbliche e private fatte ad alcuni nomi noti del team di sviluppo, a questa si è aggiunta anche una causa legale della corte della California.
Vi rimandiamo a questo articolo per avere un riepilogo di quanto successo.

In tutto questa brutta faccenda rientra anche il povero Jesse McCree, il cowboy presente nel gioco ed uno dei personaggi più iconici del franchise. La sua colpa? Aver ereditato il nome da uno sviluppatore reale, il quale è stato anche lui coinvolte in quelle accuse ed è stato licenziato. Così gli sviluppatori, o forse qualche persona di ben più alto grado, ha deciso che la via migliore per risolvere questa debacle sia quella di eliminarne ogni traccia.
Poco importa se il personaggio è ormai conosciuto in tutto il mondo con un nome specifico, per salvare la faccia si fa questo e altro.

Io sono di tutt’altra opinione. Avrebbero dovuto ammettere l’errore o far vedere che l’azienda vuole decisamente cambiare rotta, invece si cerca in tutti i modi di spostare l’opinione pubblica su altre cose. Certo non è una mossa tecnicamente sbagliata, ma lo diventa nel momento in cui devi cambiare l’esperienza di gioco di milioni di persone. La stessa identica scelta l’ha presa giusto un anno fa Ubisoft, anche lei al centro di diversi scandali. L’unica differenza è che tutte queste storie hanno influito nei prodotti finali a nostra insaputa. E’ conosciuta da tutti ormai l’ottusità della dirigenza Ubisoft di non voler produrre giochi con protagoniste femminili, ritenute poco accattivanti per il marketing e non all’altezza da garantire vendite soddisfacenti. Così nel corso degli anni ogni tentativo di vedere una donna al centro di questi videogames è sempre stato ridotto o messo in secondo piano, vedasi i casi di: Assassin’s Creed Syndicate, Odyssey e Valhalla.
Senza entrare troppo nel merito, per fortuna le donne viste in questi giochi sono comunque riuscite ad emergere (basti pensare che Kassandra di Odyssey è ormai un’icona del mondo LGBTQI+).

Screenshot realizzato da Inter230407

Se sul lato lavorativo Activision/Blizzard ha davvero tanti problemi ed una cultura decisamente tossica, Overwatch finora era rimasto come uno dei pochi baluardi ancora senza macchia. Il gioco è sempre stato inclusivo e rivolto a tutti: nel suo cast sono presenti personaggi di quasi ogni etnia ed orientamenti sessuali, un aspetto ritenuto chiave anche dai suoi stessi sviluppatori…peccato che le stesse idee non le portavano avanti anche nella vita reale. Tutta questa inclusività ora è stata messa da parte. In barba alla community che si è creata attorno allo shooter, ora un cambiamento così radicale avviene per motivi esterni al gioco. E’ anche vero che Overwatch stesso ci ha abituato a diversi cambiamenti molto significativi sulla caratterizzazione dei personaggi. Basti pensare a quando venne annunciato che Soldato-76 era gay, ritenuto quasi un affronto dal gamer medio abituato a vestire i panni del super soldato capace di ogni cosa. In quel frangente la critica finì quasi subito, anche perché a cambiare era per lo più la storia del personaggio e non il gameplay. Insomma tutti erano liberi d’ignorare tutto ciò e continuare a giocare. Col passare degli anni si è anche creato una sorta di scherzo nella community, in cui tutti si aspettano il plot twist che cambi la storia dei personaggi.

Insomma i cambiamenti sono all’ordine del gioco, ma ciò che viene difficile d’accettare è come questi avvengono. Fin quando c’è un intento artistico dietro, allora è giusto che chi produce il gioco abbia completa libertà. In questo caso si vuole cambiare un personaggio per qualcosa che non ha nulla a che vedere col gioco e, come detto, serve solamente per salvare la faccia di una compagnia ormai a pezzi.
Il povero Jesse McCree non ha alcuna colpa, così come non ha colpe l’utenza che si è affezionata a lui.
Il cowboy ispirato ai classici film western di Sergio Leone è diventata un’icona non solo all’interno del gioco, ma anche in tutto il settore videoludico. Ogni aspetto di questo personaggio è fatto per omaggiare il grande cinema di un tempo. Gli sviluppatori sono stati bravi anche a costruire un’esperienza di gioco che sia simile a quanto era possibile vedere nei film della Trilogia del dollaro, come ad esempio si vedono le palle di fieno rotolare quando si usa l’abilità ultra del personaggio. A questo poi dobbiamo aggiungerci il classico Revolver, il sigaro, il poncho, la barba incolta e anche diverse frasi dei film riadattate nel gioco.
Non sappiamo come gli sviluppatori hanno in mente di cambiare l’identità del personaggio, ma è chiaro che il cowboy della Deadlock Gang diventerà qualcun altro.
L’utenza nel frattempo si è espressa molto negativamente al cambiamento, ergo gli sviluppatori potrebbero anche fare marcia indietro…ma è molto improbabile. In ogni caso sono sicuro che una buona parte di utenti continuerà ad usare il suo nome classico e gli altri quello nuovo, creando non poca confusione e magari qualche discussione di troppo.

Clint Eastwood ha essenzialmente creato un nuovo archetipo di cowboy cinematografico con la sua interpretazione nei film di Leone

Forse una via di mezzo per venire incontro a tutti ce la forniscono proprio i film di Leone, nei quali il protagonista a cui è ispirato McCree è letteralmente l’Uomo senza nome. Probabilmente non funzionerà a dovere a livello narrativo, ma è sempre meglio che togliere ad un personaggio il suo nome d’origine.
Esso rappresenta la radice del suo personaggio, al quale poi vanno ad aggiungersi tutti gli altri dettagli.
A questo punto un nickname o diventare a tutti gli effetti il Cowboy senza nome potrebbe ridare una nuova vita al personaggio, ammesso che questo cambiamento narrativo sarà fatto bene.
Purtroppo l’annuncio sul profilo Twitter di Overwatch non trasmette tante buone speranze, soprattutto perché è chiaro che ogni nuovo dettaglio preso dalla realtà verrà ampiamente alterato prima di apparire in gioco.
Un filtro che a mio modo di vedere è del tutto senza senso, soprattutto perché la divisione tra finzione e realtà è chiara a tutti. Evidentemente non si può dire lo stesso per chi ha preso questa decisione.

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