Loki – Episodio 6: Il Multiverso è alle porte

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Ai confini del Tempo c’è colui che ha diretto tutta la trama della prima stagione e anche una minaccia ben più grande del Titano pazzo che aveva eliminato metà universo.
Per fortuna il finale della prima stagione non ha deluso le aspettative che si erano create nei precedenti episodi, anzi è riuscito a dare un po’ a tutti quello che volevano.

Dall’introduzione di un personaggio decisamente importante per il futuro del MCU ad una vera e propria scenetta amorosa, inoltre c’è anche la conferma definitiva di una seconda stagione. Rispetto alle prime due serie Marvel rilasciate su Disney+, mi sento di dire che questa non ha mai perso l’interesse del pubblico nel corso della sua programmazione. Alla fine ogni momento “lento” è servito per farci conoscere i personaggi e sviluppare al meglio le loro storie. Probabilmente anche il fatto di avere solo 6 episodi ha aiutato la produzione nel pianificare i contenuti, per non parlare del fatto che il continuo cambio di location ha aiutato molto a non rendere le puntate fin troppo simili. Come accennato negli articoli precedenti, è evidente come il lavoro alla regia e alla colonna sonora siano decisamente più curati in questi episodi finali. Anche qui viene svolto un bel lavoro per enfatizzare al meglio la drammaticità degli eventi.
In sostanza questa prima stagione di Loki è stata davvero una sorpresa, dovessi dare un voto direi 9/10. Il tema principale sui cattivi non tanto cattivi ed i buoni non tanto buoni è stato centrale in quasi ogni episodio, ha intrecciato le storie di diversi personaggi e ne ha guidato la crescita personale. Una parte che ho davvero apprezzato è stata la maturazione del Loki “cattivo”, mentre invece Sylvie (Lady Loki) è stata una fantastica aggiunta nel pantheon di personaggi del MCU. Menzione speciale va a Mobius: è stato lui il vero artefice del cambiamento di Loki e della sua crescita, inoltre il duo che si è creato in questi pochi episodi ha molto potenziale e spero si potrà rivedere in futuro.
Aspettative per la prossima stagione? Più caos, più varianti e magari qualche moto d’acqua!

Se non avete visto l’episodio, vi sconsigliamo di andare avanti nella lettura. Spoiler in arrivo!

Il titolo originale di questo episodio riprende il mantra della TVA.

Una delle cose più riuscite di questo episodio è il suo voler trasmettere allo spettatore un senso di cambiamento. E’ chiaro che probabilmente esisterà un prima ed un dopo questa serie nel MCU, del resto non può essere altrimenti dato che vengono trattati temi tanto importanti. Certo potrebbe esserci il caro Dottor Strange a risolvere tutto nel suo prossimo film, ma per il momento mi piace pensare che il caos generato dalle due varianti di Loki sia destinato a permeare anche nei prossimi progetti del MCU.
L’intro di questo finale di stagione è forse una delle più belle viste in questi ultimi anni: la tagline dei Marvel Studios riprende alcune frasi iconiche dei vari protagonisti del MCU e le unisce ad altre frasi del nostro presente, il tutto per rappresentare quella che è la nostra Sacra Linea Temporale. Tutto è interconnesso da un unico filo che si muove sempre e solo in avanti, nessuna diramazione nessun evento Nexus grazie al lavoro della TVA.
Ai confini di questo flusso c’è una Cittadella, la quale ospita il vero direttore della TVA e colui che governa la nostra linea temporale: Colui che Rimane.

Ad accogliere i due Loki c’è la cara Miss Minutes, la quale offre una soluzione pacifica a questo conflitto. Le offerte di Colui che Rimane, però, sono semplici fantasie in cui i nostri personaggi sarebbero comunque delle pedine e rifiutano senza pensarci troppo. A rivelarsi davanti a Sylvie e Loki è un semplice uomo di colore, il quale sembra molto più cordiale di quanto ci si potesse aspettare.
Nel frattempo Mobius cerca di convincere Ravonna che combattere per la bugia dei Custodi del Tempo non ha più senso, ma la donna sembra convinta a perseguire il suo scopo. La cacciatrice B-15 ha scoperto che la vera Ravonna era una semplice insegnante dell’Ohio nel 2018 prima di diventare la giudica della TVA e così svela tutto ciò ad altri agenti della TVA causando un tumulto nell’organizzazione.
Colui che Rimane spiega ai Loki che lui è a conoscenza di tutto, la linea temporale non ha segreti per lui e qualsiasi azione vista negli scorsi episodi è stata guidata dal suo volere. Il personaggio interpretato da Jonathan Majors rappresenta anche un giudice finale per l’evoluzione dei due Loki, qui devono affrontare quanto fatto finora e decidere se sono davvero delle persone diverse rispetto al passato.
Il confronto tra Ravonna e Mobius finisce con la prima che attraversa un porta temporale andando alla ricerca del libero arbitrio, magari ha davvero cambiato idea? Oppure ha altri piani per un futuro non guidato dalla TVA?
Non ci è dato saperlo almeno fino alla prossima stagione, direi.

Il benevolo dittatore temporale

Ritornando alla Cittadella ci viene spiegato chi è l’uomo che governa la TVA, ovvero Kang il Conquistatore.
Nella versione che vediamo in questa serie è decisamente pacifico, nonostante abbia dei metodi piuttosto immorali a detta sua. In origine era uno scienziato del 31° secolo sulla Terra che scoprì vari universi alternativi al suo e, nello stesso momento, le sue varianti degli altri universi scoprirono lo stesso. Diverse di queste varianti erano pacifiche ed il poter condividere informazioni e risorse portava ad un reciproco beneficio, tuttavia altre varianti malvagie volevano solamente conquistare gli altri universi. Ne seguì una guerra multidimensionale tra tutte queste varianti per avere il potere assoluto, così la prima versione di Colui che Rimane decise di usare la creatura Alioth a suo vantaggio. Dato che questa creatura si nutre di tempo e spazio, la prima versione di Colui che Rimane fu in grado di usarla per isolare la sua (nostra) linea temporale dalla guerra multidimensionale. L’unica cosa che restava da fare era quella di controllare il flusso del tempo e così venne crearsi la Time Variance Authority (TVA).
Insomma per prevenire una guerra ed un caos decisamente peggiore, un solo individuo ha deciso di togliere il libero arbitrio alle creature viventi del nostro universo.

Kang o meglio Colui che Rimane propone due possibili scelte ai nostri protagonisti: assumere il controllo della TVA o ucciderlo per vivere nel caos che ci aspetta nella guerra contro gli altri universi. Essendo ormai stanco di questo suo lavoro senza fine, questo strano individuo è pronto ad accettare qualsiasi scelta facciano i nostri protagonisti. Ci viene detto che è in grado di reincarnarsi e prima o poi tornerà ad avere il controllo della TVA, ma non è chiaro se sta dicendo la verità o meno. All’inizio della sua avventura aveva delle idee nobili, ma per mantenere il controllo ha condannato chissà quante persone alla distruzione.
Durante la conversazione la nostra linea temporale comincia a ramificarsi, è un aspetto chiave perché da questo momento in poi persino Colui che Rimane non è in grado di prevedere cosa sta per accadere. Loki si fida che potrebbe esserci un male ben più grande della TVA, mentre Sylvie è solo interessata alla sua vendetta e ad avere il libero arbitrio. Non potendo arrivare ad un compromesso e non potendosi fidare l’uno dell’altro si arriva al combattimento. Nonostante Loki sembra convincere Sylvie con un bacio che le sue intenzioni sono nobili, Sylvie dimostra perfettamente di essere un Loki e lo manipola per poterlo allontanare con il timepad di Colui che Rimane.
E’ così che la guerra del Multiverso ha inizio, Colui che Rimane viene ucciso da Sylvie e ogni linea temporale alternativa comincia ad intrecciarsi con la nostra. Persino Loki viene mandato in una di questa: a sostituire i tre Custodi del Tempo nella TVA c’è letteralmente una statua di Kang, inoltre nessuno lo conosce e non sa cosa sta per accadere.

A conclusione di questa analisi è doveroso fare i complimenti soprattutto alla regia, sceneggiatura, gli effetti speciali e le prove attoriali di questo episodio. La scelta di concludere il tutto con una semplice discussione davanti a del thè è sicuramente una mossa inaspettata, soprattutto per chi vede i prodotti Marvel come un’accozzaglia di blockbuster pieni di effetti speciali. La teatralità ed un lato un più shakespeariano del personaggio di Jonathan Majors riescono a rendere questa semplice discussione la parte più interessante dell’episodio, a tal punto da rendere quantomeno inutili le altre piccole parti di trama.
La serie ha definitivamente cambiato il Marvel Cinematic Universe nelle sue fondamenta, non andando mai ad avere dei tempi morti o scene un po’ forzate come nelle altre due serie di Disney+.
Viene da chiedersi se la prossima stagione potrà mantenere l’asticella così alta e se le prossime serie Marvel saranno così ben fatte.

Ecco il mio dialogo preferito di questo episodio, il quale rappresenta al meglio il percorso di crescita e la natura intrinseca dei due Loki a confronto:

Perché non la vediamo allo stesso modo?
Perché tu non sai fidarti…e di me non ci si può fidare.

Why aren’t we seeing this the same way?
Because you can’t trust…and I can’t be trusted.

Così si conclude la prima stagione e questa serie di articoli.
Ci rivedremo nelle prossime avventure del Marvel Universe!

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