Loki – Episodio 3: Un pugnale a due facce

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Le varianti di Loki hanno finalmente del tempo per conoscersi e capire se hanno obiettivi in comune.
In questo episodio la TVA ed il danno causato da Lady Loki vengono messi in secondo piano, la narrazione è tutta dedicata a seguire il nostro protagonista e la sua controparte femminile.
Inaspettatamente la qualità della serie continua ad essere su alti livelli e l’episodio è decisamente il più interessante dei precedenti. L’introduzione di Lady Loki riesce a rendere molto interessante le interazioni col nostro protagonista: nonostante abbiano un passato ed un background culturale comune, sono due persone molto diverse e con altrettanti obiettivi.
La maggior parte dell’episodio è ambientata su un pianeta caotico mai visto prima, una bella scelta per aggiunge caos e anche un po’ di tranquillità per esplorare le motivazioni dei due personaggi.
Un aspetto particolare di questo episodio è l’utilizzo del colore viola nella maggior parte delle scene, una scelta che è collegata ad un easter egg all’interno dell’episodio (si ringraziano le fangirl di Twitter!).
Possiamo vedere anche la bravura di Lady Loki nel combattimento corpo a corpo durante questo episodio. Sicuramente è più informa del nostro Loki!
L’episodio, ancora una volta, si chiude con un bel cliffhanger ed una scelta registica piuttosto audace per un prodotto di questo tipo. Non vediamo l’ora di vedere il prossimo episodio.

Se non avete visto l’episodio, vi sconsigliamo di andare avanti nella lettura. Spoiler in arrivo!

Come avevo predetto nell’analisi dello scorso episodio, abbiamo finalmente il nostro duo di varanti: Loki e Lady Loki, ma non chiamatela così!
La donna si presenta al nostro protagonista con l’alias di Sylvie, probabilmente è un nome legato al passato di questa variante di Loki.
All’inizio dell’episodio possiamo vedere come Sylvie sia riuscita ad incantare la mente dell’agente della TVA, ovvero creando una fantasia usando dei vecchi ricordi della persona. Nonostante non venga esplorata fin da subito la scena, più tardi vedremo com’è legata al plot twist decisivo di questo episodio.
Sylvie si reca alla TVA e scopre di non poter usare i suoi poteri, così deve farsi strada con la forza verso l’ufficio della giudice Ravonna. Al suo interno dovrebbero celarsi gli ascensori d’oro, ovvero i portali che portano all’ubicazione dei Custodi del Tempo. Loki riesce a raggiungere la sua controparte in tempo e prima che la TVA catturi entrambi, il nostro protagonista decide di teletrasportare entrambi altrove.
I due personaggi così si ritrovano sul pianeta Lamentis-1 nel 2077, ovvero esattamente poche era prima della sua distruzione causata dal contatto con una luna adiacente.
All’interno di un’altra apocalisse temporale, Loki e Sylvie devono cercare una fonte di energie per ricaricare il Timepad, ovvero lo strumento con il quale si possono aprire porte temporali.
Girovagando sul pianeta riescono a raggiungere un treno, il quale li porterà alla città dove risiede una grande astronave in partenza dal pianeta. Il loro obiettivo è quello di rubare la fonte di energia per scappare in tempo ed evitare il disastro.
In questo intermezzo sul pianeta i due Loki hanno l’opportunità di lavorare per un obiettivo comune e conoscersi meglio. La serie continua ad avere delle ottime dinamiche nel creare coppie di personaggi che funzionano, infatti anche qui vi sono momenti divertenti e anche più melodrammatici.
Nello specifico possiamo vedere il tratto edonista del nostro Loki, un aspetto che finora non era ancora stato mostrato nel MCU.
Come vi ho anticipato nella parte spoiler-free in questo episodio viene utilizzato molto il colore viola, un modo chiaro per farci capire l’avventure extraterrestre dei nostri personaggi. Il suo utilizzo, però, non termina qui: vi è infatti un dialogo in cui i due Loki confermano la loro bisessualità, ergo la prevalenza del viola può collegarsi anche a questo piccolo dettaglio.

“Il viola è il colore tra l’umano e il divino, l’unione di due nature.”
Carl Gustav Jung

Questa piccola scampagnata in treno finisce male dato che Loki ubriaco cattura l’attenzione delle guardie e viene scaraventato fuori. Sylvie è costretta a seguirlo e scopre che il Timepad è andato distrutto.
Qui il duo capisce di dover cambiare missione per evitare la catastrofe: piuttosto che rubare la fonte di energia dell’astronave, l’ultima speranza è di raggiungerla ed evitare la sua eventuale distruzione.
I due così si dirigono verso l’astronave, ma prima di arrivarci ritorniamo all’incipit dell’episodio. Sylvie spiega a Loki come funziona il suo incantamento per controllare le menti altrui ed è qui che abbiamo una rivelazione: tutte le persone che lavorano per la TVA sono varianti temporali con un vita antecedente al loro impiego per i Custodi. In questo modo viene spiegato come mai nello scorso episodio Mobius era interessato alle moto d’acqua, a sua insaputa questo dettaglio era legato ad un suo vecchio ricordo. Ora sappiamo che i Custodi hanno deciso di rimuovere i ricordi dalla coscienza di queste varianti per farle lavorare per loro. La domanda che viene da porsi è perché? Forse senza questi ricordi ed una vita “fasulla” sono più obbedienti? Oppure c’è un’altra spiegazione ancor più complicata?

Ritorniamo ai nostri Loki, i quali hanno raggiunto la città da dover sta per partire l’astronave.
Il caos regna sovrano tra la folla e la luna di Lamentis-1 comincia ad aprirsi in due. Il tempo stringe, ma prima che possano raggiungerli delle guardie li bloccano. I due riescono ad avanzare, ma un pezzo della luna distrugge l’arca, così i nostri due non hanno più via d’uscita.
La particolarità di questi pochi minuti conclusivi dell’episodio è che viene utilizzato un bel piano sequenza, giusto per enfatizzare ancora di più il caos e la situazione disperata che i nostri devono affrontare. A memoria non ricordo piani sequenza nel MCU, tranne forse quello iconico del primo Avengers.
Forse dovrebbero utilizzarlo più spesso, è una tecnica filmica che affascina tutti sin dagli anni ’40.

Concludiamo questa analisi con una bella metafora sull’amore detta da Loki a metà episodio, seppur non molto apprezzata da Sylvie.
Secondo molti è una sorta di presa in giro rispetto alla bellissima frase detta da Visione in Wandavision.
Appuntamento all’analisi del prossimo episodio!

“L’amore è un pugnale. E’ un’arma che può essere impiegata da lontano o da vicino.
Puoi vederci la tua immagine. E’ bellissimo. Finché non ti fa sanguinare.
Ma alla fine quando cerchi di raggiungerlo…non è reale.”

“Love is a dagger. It’s a weapon to be wielded far away or up close.
You can see yourself in it. It’s beautiful. Until it makes you bleed.
But ultimately, when you reach for it…it isn’t real.”

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