Loki – Episodio 1: Un glorioso ritorno

Condividi sui social!

La nuova serie dei Marvel Studios comincia con quello che in gergo viene definito come un “clip show”, anche se per fortuna non è composto solo da questo.
Finalmente si rivede su schermo il carismatico Tom Hiddleston nei panni di uno dei personaggi più amati dal pubblico, Loki il “Dio dell’Inganno”.
Questa vecchia, ma nuova, versione di Loki deve fare i conti con il proprio passato e anche su un futuro già scritto. Essendo una variante temporale non ha futuro, ergo solo l’eccentrico Mobius può dargli una possibilità all’interno della Time Variance Authority (TVA).

Seguono spoiler sull’episodio, vi consigliamo di vederlo prima di leggere!

 

Time Variance Authority
Per tutti i tempi. Sempre.

Il nuovo setting della TVA all’inizio ricorda la classica agenzia governativa in stile retrò dei Men in Black e, essenzialmente, non sono così diverse: questa agenzia segue gli ordini dei 3 Custodi del Tempo, i quali sorvegliano tutte le linee temporali dell’esistenza per evitare che possano esserci delle guerre tra di loro. Peccato che non ci siano strani alieni o altre forme di vita, avrebbe reso il tutto ancor più divertente. Il nostro Loki rubando il Tesseract in Endgame ha di fatto cominciato un nuova linea temporale, così è stato subito catturato dagli agenti e messo sotto custodia. Arrivato alla TVA scopre, suo malgrado, che tutte le scelte della sua vita siano già scritte e non c’è modo di alterare gli eventi. Insomma l’evoluzione da antagonista ad antieroe era nel suo destino, così come gli Avengers erano destinati a tornare indietro nel tempo per poter salvare l’Universo…ma ne siamo sicuri?

Uno dei nostri commenti durante la visione della puntata

Nell’episodio Loki evidenzia come siano stati i Vendicatori a dargli la possibilità di fuggire col Tesseract, ma a quanto pare le loro azioni non violano le regole della TVA. Ho già analizzato come nei fumetti questa agenzia non abbia tutto questo potere decisionale, eppure in questo episodio introduttivo non viene accennato nulla di tutto ciò. Anzi la TVA, al momento, sembra davvero un’agenzia molto potente, anche se forse non ha degli agenti così esperti.
Un altro aspetto particolare è che dovendo controllare le varie linee temporali, la TVA possiede molteplici Gemme dell’Infinito senza usarle. Inoltre il luogo in cui operano sembra annullare qualsiasi potere magico, così Loki è essenzialmente senza difese quando viene fatto prigioniero.

 Nel corso della puntata facciamo la conoscenza di Mobius, l’emblematico agente della TVA interpretato da Owen Wilson. Il duo ha decisamente cominciato bene e promettere di regalarci grandi risate ed emozioni nelle prossime puntate, chissà forse sarà un duo migliore di Sam e Bucky! Durante la sessione di psicoterapia sul “Cos’ha reso Loki la persona che è oggi?”, Mobius mostra diversi ricordi inediti del nostro protagonista. Uno di questi lo vede interpretare il celeberrimo D.B. Cooper negli anni ’70 mentre rapina un aereo in volo. Questa piccola scenetta è nata grazie ad una scommessa persa con il fratello Thor. Non è la prima volta che il signor Cooper appare nel mondo delle serie tv, infatti si era già visto in Prison Break e White Collar. Insomma un personaggio decisamente unico nella cultura di massa e che si lega agli inganni di Loki.
Rivedendo le scene della sua vita futura (per noi passata), Loki capisce dove ha sbagliato. In origine la sua voglia di voler causare morte e distruzione lo aveva conquistato, senza però capire che era destinato a fallire. Tutto il male che avrebbe causato, sarebbe poi servito ad altri per raggiungere la miglior versione di loro stessi (ovvero gli Avengers). Così andando avanti Loki capisce che il voler ferire gli altri non lo diverte, è un trucco ideato da un debole per incutere terrore e controllare gli altri. Il debole è lui in questo caso, pronto a tutto per non far capire il suo disagio interiore.
All’inizio non si capisce bene come mai Mobius abbia così tanto interesse in una variante temporale così problematica come Loki, ma il tutto viene svelato alla fine: esiste un’altra variante del Dio dell’Inganno che sta sgominando il caos nelle linee temporali. Non ci è stato mostrato il suo volto, magari si nasconde qualcosa di più dietro la sua identità?
Io spero solo che la serie non prenda la strada di Gemini Man

 

L’altra variante temporale del Dio dell’Inganno

Questi erano, per sommi capi, i punti più importanti del primo episodio. Data la struttura così breve della serie, saranno solo 6 puntate, è chiaro che la crescita del nostro protagonista è stata molto veloce. Non mi è sembrata fatta male, anzi questo voler raccontarci qualcosa di più intimo sui vari personaggi iconici del MCU sta diventando una parte preponderante nelle serie su Disney+. La trovo una scelta decisamente più adatta per prodotti leggermente più lunghi rispetto ad un film classico e, dato che si tratta di personaggi che già conosciamo, funziona senza troppi problemi. Sul lato tecnico direi che la serie deve ancora esprimere tutto il suo potenziale, questo primo episodio aveva più l’intento d’introdurre il canovaccio (ovviamente). Bisognerà vedere se la serie manterrà questo buon livello iniziale, in Wandavision e Falcon and the Winter Soldier si è visto come le produzioni avevano perso un po’ di appeal nelle parti centrali delle loro storie.

Appuntamento al prossimo episodio e non dimenticate di seguirci anche su Twitter!

Grazie per avere visitato Inside the White Room. Fateci sapere se siamo di vostro gradimento!

Potrebbero Interessarti

Leave a Comment