Invasion – Una fine del mondo particolare

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Un invasione aliena non è nulla di speciale ormai, eppure alcune volte può esserci qualcosa di originale.
La serie sci-fi Invasion ha debuttato qualche giorno fa su Apple TV+ con i suoi primi 3 episodi e mi ha meravigliato molto di più di quanto mi aspettassi. Seppur online i pareri siano contrastanti, devo dire che già in queste prime ore di visione ci sono già dei punti di forza che difficilmente si trovano in altre produzioni.

Diversi poster della serie hanno uno strano triangolo che chiude l’immagine

I creatori della serie sono Simon Kinberg e David Weil, nello specifico è il primo con un passato decisamente importante nel mondo del sci-fi. Kinberg ha lavorato infatti al franchise degli X-men una volta che si è espanso dopo la trilogia iniziale, arrivando anche a dirigere il suo primo film con Dark Phoenix. Purtroppo questa sua prima esperienza alla regia si è rivelata decisamente fallimentare, il film si è rivelato essere uno dei peggiori di tutto il franchise.
Eppure vi sono anche state esperienze positive come Deadpool e Logan, oppure sempre nel genere sci-fi con Elysium e The Martian. Di sicuro una mente creativa con alti e bassi in carriera, ma che riesce sempre a colpire gli spettatori.

I primi tre episodi che sono stati rilasciati qualche giorno fa sono serviti per presentare tutti i personaggi principali, il contesto narrativo e darci un primo assaggio alla natura di questa minaccia aliena. In molti si aspettavano un classico racconto strapieno di azione, scontri su larga scala ed un uso massiccio della CGI. Per fortuna, secondo me, i creatori della serie hanno deciso di non andare in questa direzione. Nonostante il titolo possa farci pensare a chissà quale cataclisma, la serie è molto lenta nel portare avanti la trama e rivelarci nuove informazioni. Si è preferito dunque introdurre tutti i vari protagonisti, dedicando ad ognuno di loro una storia specifica che è slegata (al momento) da quelle degli altri. Inoltre i momenti migliori della serie non sono per niente legati all’azione su schermo, ma per lo più alla storia che c’è dietro tutti questi personaggi e come si evolvono. Sempre sul punto della lentezza della narrazione, un altro aspetto chiave direi che è la timeline degli eventi. Al momento non viene accennata affatto nelle varie storie, ma credo che andando avanti sarà sempre necessario tenere conto di quanti giorni sono passati dall’invasione aliena e quando esattamente avvengono le avventure dei personaggi (tenendo conto dei differenti Fusi Orari).

Se la storia legata agli alieni è ancora avvolta dal mistero, la narrazione deve concentrarsi sulle avventure singole dei personaggi. La particolarità di ognuno di loro è che sono decisamente più interessanti dei soliti cliché visibili in racconti simili. Avendo un cast corale e delle trame senza dei punti di contatto, al momento possiamo solo seguire il tutto e cercare di carpire qualche elemento in comune. Un aspetto decisamente interessante di questa produzione è il suo voler essere internazionale, sia nelle trame che nei personaggi. Ogni storia è ambientata in alcune parti specifiche del mondo, così i vari personaggi parlano diverse lingue o accenti specifici.
In questo modo abbiamo un cast molto diversificato e che ci permette di vedere alcuni tratti piuttosto oscuri della società odierna: la vita delle persone di origini asiatiche in America, il dramma di non essere accettati per il proprio orientamento sessuale o anche il conflitto nei paesi arabi.

La drammaticità di tutte queste storie sparse in giro per il mondo è legata a doppio filo alla caratterizzazione dei personaggi, infatti non a caso le scene migliori sono tutte legate a questo concetto. Guardando alle avventure sci-fi degli ultimi anni, i creatori della serie qui hanno spinto per un mossa molto originale: la storia non pone quasi mai al centro della narrazione gli alieni, essi vengono utilizzati per accentuare la particolarità di tutte le varie trame che seguiamo. Probabilmente nei prossimi episodi l’attenzione si sposterà più sul lato sci-fi della vicenda, ma al momento questa divisione e permette agli sceneggiatori di poter esplorare più nel dettaglio ogni parte della storia.
Per entrare un po’ nello specifico del racconto, questi secondo me sono i personaggi più interessanti:
Lo sceriffo John Bell Tyson (Sam Neill), afflitto da una crisi esistenziale dato che non ha mai raggiunto alcun grande merito durante il suo periodo di servizio. Nel suo ultimo giorno (esattamente il titolo del primo episodio) cerca un ultimo riscatto che lo porterà vicino al mistero dell’invasione.
Aneesha Malik (Golshifteh Farahani), una madre che ha rinunciato alla sua carriera per mettere la famiglia al primo posto. Nonostante i suoi sacrifici, scopre che suo marito la sta tradendo con un’altra donna. Comincia così un complicato rapporto nel bel mezzo della lotta per la sopravvivenza.
Mitsuki Yamato (Shioli Kutsuna), è una brillante tecnica che lavora per la società spaziale del Giappone ed è in una relazione con l’astronauta Hinata Murai (Rinko Kikuchi), la quale sta per andare in una lunga missione nello spazio. Questa relazione tra le due donne ci viene rivelata in una scena molto particolare in cui lo spettatore riesce a capire il loro rapporto in cui non vi è quasi dialogo.

Per quanto riguarda gli aspetti più tecnici, tutto è fatto davvero bene. La regia è molto curata, soprattutto quando si tratta di evidenziare la disperazione dei personaggi. Anche la colonna sonora è ben realizzata, la quale alterna momenti di suspense ad altri molto più drammatici e adrenalinici. Di sicuro la Apple non ha badato a spese per questa produzione dato che hanno investito ben 200 milioni di dollari. Tutto questo budget si può vedere in un’attenta cura dei dettagli e probabilmente anche nell’utilizzo della CGI per gli alieni, anche se di questi non si è visto molto finora.

Per concludere questo primo articolo di analisi, vi consiglio sicuramente di vedere la serie. Nonostante nei trailer sembri che il focus narrativo sia più incentrato sull’azione, questi primi tre episodi ci hanno mostrato un lato molto più umano e di critica sociale di quanto ci si poteva aspettare da un prodotto del genere.

Appuntamento alla fine di questa prima stagione per analisi più completa della trama, degli altri personaggi non citati in questo articolo e della serie in generale.

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