In:Short – The Witcher, Dune, Hanna, Adam by Eve e altro

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Benvenuti in questa nuova rubrica!
In:Short nasce dalla volontà di portare sul sito alcuni prodotti ai quali, per una miriade di motivi, non era stato concesso un articolo di approfondimento. La particolarità di questo appuntamento è già indicata nel nome, ovvero le varie analisi saranno quasi sempre brevi in modo da essere molto più semplici da leggere e non occupare troppo tempo nella produzione di altri articoli.
In aggiunta a queste analisi vi offriremo qualche volta anche dei video d’approfondimento sul nostro canale YouTube, ergo non dimenticatevi d’iscrivervi!

Cominciamo dunque a vedere i temi di questo appuntamento: The Witcher, A Quiet Place Part 2, Foundation, Dune, Adam by Eve: A Live in AnimationHanna e The Eternals.

The Witcher – Seconda Stagione (2022)

Come vi avevamo accennato in questo articolo, la prima stagione della serie aveva degli enormi problemi di sceneggiatura. Nonostante la velata artisticità con la quale la produzione aveva difeso questa scelta, era chiaro che il tentativo di far un qualcosa d’innovativo è fallito miseramente. Per fortuna tutto il resto della seria era ben fatto: regia, fotografia, effetti speciali (con qualche difetto), attori e anche la colonna sonora. La seconda stagione, dunque, doveva solamente correggere il tiro sul lato dello script per offrirci un’esperienza migliore e così è stato. Tutta la lore viene espansa con twist molto interessanti, così come i vari character arc che vediamo sono tutti interconnessi tra più personaggi e vicende per renderli ancora più interessanti. Le nuove aggiunte al cast riescono a regalarci una visione ancora più del mondo creato da Andrzej Sapkowski. L’unica pecca in tutto questo è, ancora una volta, la volontà d’introdurre elementi nuovi nel racconto solo per creare scioccare gli spettatori. Si è capito insomma che la produzione di Netflix è molto brava nell’adattare i vari romanzi, ma non nel creare trama ex-novo. Speriamo possano mettere da parte queste scelte nelle prossime stagioni e anche nella serie spin-off The Witcher: Blood Origin in arrivo tra qualche mese. Per un discorso più approfondito vi rimandiamo a questa video-recensione.

A Quiet Place Part 2 (2021)

Dopo l’incredibile successo ottenuto dal primo film diretto da John Krasinski, arriva un sequel che alza ancora di più l’asticella di questo franchise. Andandone oltre la gimmick del suono e del silenzio, questo secondo capitolo decide di porre la sua attenzione nello sviluppare i vari personaggi e ampliare la trama. Su quest’ultimo punto l’inclusione di Emmett (Cillian Murphy) aiuta di gran lunga a mostrarci la situazione del mondo in cui vivono i vari protagonisti, inoltre il rapporto con Regan (Millicent Simmonds) va a creare un duo davvero ben fatto. Riprendendo alcuni aspetti da diversi film o videogiochi (The Last of Us), il film non perde mai la sua originalità e continua ad offrirci dei twist narrativi ad ogni angolo. Sicuramente l’esperienza visiva non è così intima come poteva esserlo quella del primo capitolo, ma il dedicarsi più all’azione è sicuramente una scelta ha pagato. Anche sul lato tecnico si è deciso di offrire qualcosa di più, infatti la regia e la fotografia sono decisamente più curate. Al momento sappiamo che sono in arrivo un film spin-off il prossimo anno ed un terzo capitolo nel 2025. Sarà sicuramente interessante vedere come andranno ad ampliare la storia per cercare di arrivare ad una conclusione degli eventi.

Foundation – Prima Stagione (2021)

Il Ciclo delle Fondazioni di Isaac Asimov è stata una serie di romanzi di grande successo del XX secolo. Il mix tra fantascienza e sociologia è riuscito a catturare l’interesse di milioni di fan e anche a modificare il genere della science-fiction in generale per tanti aspetti nel corso degli anni. Era dunque destinato a far parlare tanto di sé anche l’adattamento televisivo prodotto da Apple, il quale è arrivato sugli schermi solo qualche mese fa. La prima stagione di Foundation ha avuto i suoi alti e bassi con una sceneggiatura un po’ complicata da seguire, ma in generale possiamo dire che ci ha convinto. A primo impatto sicuro a colpire sono gli effetti speciali, forse i migliori mai visti per una produzione televisiva (se non consideriamo l’altissimo budget a disposizione) e che possiamo metterli a confronto con i più celebri film del genere. I temi fondamentali dei romanzi sono stati ripresi tutti alla perfezione e nello specifico l’interpretazione di Jared Harris nel ruolo di Hari Seldon è stata letteralmente il collante per rendere dinamiche le varie vicende, le quali all’inizio non sono così semplici da seguire. In tutto ciò la serie riesce ad affrontare così tanti temi che sarebbe difficile parlarne in questa sede, ma possiamo dire che ad ognuno di essi viene dato il tempo necessario per trasmetterci qualche messaggio ed interrogarci sulle azioni dei protagonisti. Non vediamo l’ora di vedere cosa accadrà e quali saranno i temi affrontati nella seconda stagione.

Dune (2021)

Con tanto hype è arrivato qualche mese fa un nuovo adattamento di Dune diretto da Denis Villeneuve, regista di altri film cult del genere (Arrival, Blade Runner 2049). Basato sull’omonimo romanzo di Frank Herbert, il film è stato sicuramente molto più apprezzato da pubblico e critica rispetto a quello diretto da David Lynch nel 1984. A testimonianza di ciò ci sono le ben 6 statuette vinte agli Oscars del 2022 per la parti tecniche del film. La cosa però che stona in questo entusiasmo generale è stato il marketing del film, il quale non ha specificato come il film fosse il primo capitolo di questa avventura. In tanti si aspettavano di vedere un terzo atto alle vicende raccontato e soprattutto più screen time al personaggio interpretato da Zendaya, ma per questo dovremo aspettare la Parte 2. Il focus di questo film è molto sul world building ed i personaggi, infatti data la quantità di trama che si è deciso di adattare di eventi veri e propri ce ne sono pochi. Riprendendo un po’ quanto visto negli ultimi film del regista, a colpirci è la grandiosità di quanto mostrato su schermo e non le gesta dei vari personaggi. Una scelta audace, ma che fin troppe volte non porta mai ad un’esperienza visiva soddisfacente. Speriamo che il sequel potrà effettivamente mostrarci le gesta dei vari protagonisti, senza dover utilizzare visioni strane che ad oggi non portano a niente. Per un discorso più approfondito vi rimandiamo a questa video-recensione.

Adam by Eve: A Live in Animation (2022)

Questo cortometraggio mette insieme musica, scene in live action e anche animate. Il tutto è basato sulla storia di Adamo ed Eva ed il focus centrale è creare un’esperienza visiva con il sottofondo musicale dell’artista Eve.

Per quanto l’idea in sé sia accattivante e la realizzazione anche, l’intera visione è condizionata dalla musica costante di sottofondo. Se l’artista non riesce ad appassionarvi, difficilmente il resto lo farà. Un vero peccato perché la volontà di fare qualcosa d’innovativo c’è, ma il tutto finisce ancor prima di cominciare. Le scene in live action non arrivano mai ad un climax, mentre quelle animate dallo Studio Khara sono fin troppo over the top che stonano un po’ con il resto. Dopo un’ora di visione quello che ci rimane sono vaghi ricordi di lunghe clip di video musicali, quelli animati piuttosto male dei primi anni 2000…

Hanna (2021)

Questa serie tv di Prime Video mi ha appassionato molto nel corso dei suoi tre anni di programmazione. La storia viene ripresa dall’omonimo film del 2011 diretto da Joe Wright, così come anche il più recente Black Widow ha diversi temi in comune entrambe le produzioni. Al centro di tutto c’è sempre una ragazza che viene addestrata per diventare un super soldato/assassina di prim’ordine e col tempo dovrà capire come sfuggire a questo situazione e farsi una vita. Il pregio della serie tv prodotta da Amazon è di mostrarci diverse fasi nella crescita della nostra protagonista: la prima stagione è quella più legata alle avventure da teenager, nella seconda combatte contro l’organizzazione che voleva renderla un’assassina e nella terza arriviamo al climax di questo confronto. La qualità della serie è sempre stata su ottimi livelli e probabilmente a renderla unica rispetto a tante altre produzioni è il suo essere ambientata per lo più in Europa, una scelta che ha permesso alla serie di offrire sempre atmosfere decisamente uniche. Una parte importante di questa serie poi sono i vari villain, ai quali viene dedicato molta attenzione e dei character arc che era difficile aspettarsi. Nell’ultima stagione si è deciso d’introdurre anche diversi temi politici che hanno funzionato bene per il contesto della serie, soprattutto perché alcuni personaggi essenzialmente rispecchiano per bene alcune sfaccettature della nostra società (ad esempio abbiamo la controparte fittizia di Greta Thunberg). La cosa che non ho apprezzato di più di quest’ultima stagione era il love interest della protagonista, il quale mi è sembrato fin da subito una forzatura nella sceneggiatura. Fortunatamente nel finale Hanna decide di ricominciare da zero, in questo modo potrà decidere liberamente chi amare senza farsi guidare troppo dagli eventi. Un bel finale per una bella serie.

The Eternals (2021)

Il film diretto da Chloé Zhao aveva il quasi impossibile compito d’introdurre nel Marvel Cinematic Universe diversi personaggi che fino ad oggi erano ancora sconosciuti, il tutto lavorando tramite una trama in retrospettiva a quanto si era visto con Anvegers Endgame. Insomma c’erano tante belle speranze, soprattutto se consideriamo i lavori precedenti della regista e la sua autorialità (la quale si vede in piccoli aspetti anche qui). I problemi, però, sono tutti da ricercare in una sceneggiatura mai così accattivante ed un cast fin troppo ampio. Questo film soffre dello stesso problema di Justice League (2016), ovvero cercare d’introdurre troppi personaggi e pretendere che a noi possano interessare dopo pochi minuti. Uno dei saving grace di queste sfaccettature narrative è di usare, appunto, personaggi che già conosciamo per farci interessare ai nuovi arrivi…il problema è qui non c’è letteralmente nessuno, di conseguenza seguiamo li vicende di alcuni estranei che fin troppe volte hanno delle caratterizzazioni un po’ monotone. Solo nella seconda parte del film cominciamo ad apprezzare alcuni di questi Eterni (ovvero quelli a cui viene dedicato più spazio), ma con l’accentuarsi di una trama che va letteralmente avanti ed indietro la noia comincia a sentirsi. La lunga durata del film non aiuta, soprattutto perché la storia non è divertente o così tanto drammatica che ci cattura appieno. Per farla breve, questo film non ha funzionato ed è chiaro come il volersi allontanare troppo dalla formula Marvel non ha pagato, soprattutto se lo fai senza introdurre qualcosa di realmente appetibile al pubblico o che susciti interesse. Chissà se rivedremo in futuro questi personaggi in contesti migliori.

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