Hawkeye – Una fantastica avventura natalizia

Condividi sui social!

Con tante sorprese e plot twist interessanti, questa serie a tema natalizio è stata un vero successo.
Lo avevamo già detto per le prime puntate che la serie di Hawkeye aveva un bel potenziale ed il resto della stagione non ha fatto altro che darci ragione. Nel corso dei vari episodi si è visto un po’ di tutto: nuovi personaggi, flashback interessanti e anche il ritorno di alcune star che erano rimaste “fuori” dai grandi piani di Kevin Fiege. Nonostante tutte queste novità, però, la serie comunque non si dimentica mai del suo personaggio principale. L’arciere è sempre il vero cuore del racconto, tutto gira attorno a lui o alle sue azioni. Dalla sua vita pre e post Avengers, fino al sacrificio di Black Widow e come questo lo ha cambiato.

Nonostante il personaggio sia amatissimo dai fan, la Disney non gli ha mai dedicato un film. Forse dopo aver visto il risultato mediocre della Vedova Nera al cinema è stata la scelta giusta, soprattutto perché il poter realizzare una serie tv dona a tutti un po’ più di libertà. Il pubblico non si fa troppe aspettative, la produzione non deve investire milioni di dollari e si possono raccontare storie molto più tranquille. Quest’ultimo punto è anche quello più vicino alla caratterizzazione del Clint Barton interpretato da Jeremy Renner, ovvero il più umano di tutti gli Avengers. Nonostante tutte le peripezie da supereroe, infatti, Clint è un personaggio decisamente con i piedi per terra e legato alla famiglia, la quale è parte integrante anche di questa storia.

Andiamo con ordine però: nella storia sono passati diversi mesi dal sacrificio di Natasha Romanoff per recuperare la Gemma dell’Anima e Clint è ancora tormentato dal suo ricordo. In tutto ciò siamo a pochi giorni dal Natale nella Grande Mela e, casualmente, l’Avenger deve recuperare un oggetto che aveva perso tempo fa. Stiamo parlando del costume da Ronin, ovvero quello che ha utilizzato tra Infinity War ed Endgame per uccidere tantissimi criminali in giro per il mondo. Non sapendo come gestire la morte della sua amica per mano di Thanos, il nostro eroe è diventato un vigilante senza scrupoli e così si è fatto tanti nemici. L’anonimato gli ha consentito di mettersi alle spalle i suoi errori, ma il passato difficilmente si può nascondere in eterno. Il costume del vigilante rispunta fuori ed è compito di Clint recuperarlo prima che qualcuno possa farsi male. La storia così è un vero e percorso di redenzione del nostro protagonista, il quale dovrà imparare a fidarsi di altre persone come aveva fatto con Natasha.

Dietro la maschera del nuovo Ronin si nasconde la esuberante Kate Bishop (Hailee Steinfeld) una ragazza che è cresciuta con la passione per l’arco dopo aver visto in prima persona le gesta di Occhio di Falco nella Battaglia di New York del 2012. In quel frangente la ragazza perse il padre e così decise di dedicare la sua vita ad allenarsi per proteggere le persone a lei care. Passano gli anni ed ora nel presente (2024) fa la conoscenza di Jack Duquense (Tony Dalton), uno strano individuo che vuole sposare sua madre Eleanor. I suoi sospetti verso l’uomo la conducono ad un’asta illegale del costume e dei gadget di Ronin, i quali attirano l’interesse di alcuni criminali locali. Per impedirne il furto, la ragazza finisce per utilizzare il costume ed incontra Clint per strada. Qui l’Avenger decide di aiutare la ragazza e magari seppellire del tutto ogni traccia del suo passato. I due arcieri così cominciano una divertente avventura in giro per la città con un obiettivo finale chiaro fin dall’inizio: risolvere qualsiasi problema entro Natale, in modo che il nostro Legolas moderno possa tornare a Isengard dalla sua famiglia.

Nonostante le poche puntate ed una trama molto semplice, la serie ci ha rivelato diverse sorprese. L’introduzione di Echo nel MCU è stata davvero interessante, soprattutto perché è un personaggio disabile che ha sfruttato questo suo handicap per renderlo un’arma davvero potente. Andando oltre le sue abilità (le quali non vengono spiegate più di tanto qui), la particolarità del personaggio è tutta nel conflitto che ha con Ronin e con sé stessa. Sicuramente la serie che arriverà su di lei approfondirà la sua storia, soprattutto se allo stesso tempo ci darà modo di rivedere in azione un personaggio molto particolare del finale.

Mi riferisco ovviamente a Kingpin, alias di Wilson Fisk (Vincent D’Onofrio), ovvero il vero villain dietro tutti gli eventi. Dopo averlo visto all’opera nella serie Netflix Daredevil, ora a distanza di anni riappare qui ed entra ufficialmente nell’universo esteso Marvel. Non è ancora chiaro se il passato del personaggio verrà ripreso nella continuity ufficiale dei Marvel Studios, ma è chiaro che la produzione ha voluto prendere quella versione del personaggio per sfruttarla qui. Un’ottima scelta che ha convinto proprio tutti data la popolarità del personaggio nella sua vecchia iterazione. Fisk è il capo della criminalità a New York ed i suoi loschi affari fanno intrecciare tutti i personaggi tra di loro. È anche grazie a quest’ultimo se abbiamo la miglior guest star della serie.

Yelena Belova (Florence Pugh), la Vedova Nera sorella di Natasha è tornata su schermo per vendicarne la morte. Dopo la scena post credits del film dedicato alla sorella, qui riappare in una versione decisamente più divertente e ci regala un duetto comedy con la giovane Kate. Non mancano ovviamente i momenti drammatici, soprattutto grazie ad un flashback legato al pre e post Blip. La ragazza è un personaggio decisamente carismatico e forse l’incontro con Clint è ciò che serviva ad entrambi: tormentati dalla morte di una persona a loro molto cara, forse riusciranno superare tutto ciò mettendo da parte la voglia di vendetta. Purtroppo al di fuori di questo la ragazza non ci regala nessun altro plot twist interessante, ma questo è più un problema dell’intera produzione.

Dato che ormai sappiamo come tutto sia collegato nel Marvel Cinematic Universe, soprattutto dopo la sua espansione al Multiverso, è davvero strano che in questa occasione non ci sia stato alcun accenno a produzioni future. Sono assenti infatti scene post finale o anche solo riferimenti a prodotti di prossima uscita, una decisione in netta controtendenza rispetto al passato. Si è deciso di dare spazio all’irriverente musical che sicuramente è ben fatto, ma manca decisamente un tocco finale. Ad ogni modo questo non va a rovinare quanto visto nel corso dei sei episodi: un racconto molto tranquillo, pieno di plot twist ed un tono mai troppo serio. Rispetto alle altre produzioni approdate su Disney+, questa è decisamente la più accessibile e forse senza troppe pretese. Molto probabilmente non ci sarà una seconda stagione, ma speriamo di rivedere i protagonisti coinvolti qui in altre avventure!

A conclusione di questo articolo è doveroso citare tutto il bel lavoro fatto per il lato tecnico della produzione. Se non avevamo dubbi sulle performance degli attori (tutti perfetti nei vari ruoli), forse la serie poteva mancare un po’ d’inventiva su tutto il resto. Per fortuna non è stato così e tutto ciò viene fuori soprattutto dalla colonna sonora, la quale riprende alcuni theme già presenti in altri film (e non solo). Insomma c’è un constante lavoro nel portare avanti questi personaggi accompagnandoli con musiche che li hanno definiti sin dal loro primo arrivo nel cuore degli spettatori. La regia, invece, fa il suo dovere nello spettacolarizzare ogni minimo accesso di fan service presente.
Potremmo chiamare tutti questi aspetti il classico “pacchetto Marvel” dato che si vedono un po’ ovunque, ma certamente non è detto che tutto questo funzioni.
Bisogna sempre saper usare ogni aspetto del proprio franchise a dovere e, purtroppo, non tutti ci riescono…

Potrebbero Interessarti

Leave a Comment