Gossip Girl: un vecchio dramma per una nuova generazione

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La serie originale di Gossip Girl ha avuto un grande successo durante la sua messa in onda, nonostante la qualità del prodotto non fosse poi così eccellente.
La caratterizzazione dei personaggi e l’essere una delle ultime produzioni pre-social ha permesso a questo prodotto di avere una forte breccia nel pubblico, così tanto da diventare un cult televisivo nel corso degli anni. Inoltre aveva anche delle origini letterarie dato che era basata sulla serie di romanzi scritti da Cecily von Ziegesar, un aspetto inusuale per quello che doveva essere un semplice teen drama.

In America in questi giorni ha debuttato su HBO Max il reboot/sequel che porta lo stesso nome e legacy della serie, ma le differenze tra la vecchia e la nuova produzione sono molto decise.
Specifichiamo fin da subito che questa nuova serie segue la continuity di quella originale, anche se vi sono personaggi completamente nuovi. Essendo dunque ambientata nello stesso universo narrativo è possibile che in futuro potremo rivedere qualche attore classico, anche se difficilmente queste operazioni vanno a buon fine (vero Heroes Reborn?).
Essendo prodotta da HBO e non dal network originale The CW, viene data molta più attenzione al lato estetico di quanto non venne fatto in passato. I costumi sono sempre eccelsi, ma ora anche la fotografia ed il design scenografico sono totalmente rivisti. Per non parlare del fatto che la serie è apertamente pro-LGBTQ e politica in alcuni aspetti, ma ormai questo credo che sia un must have per ogni produzione in casa HBO. Tuttavia questi due aspetti sono molto più estetici che un vero commento sulla società odierna, del resto la serie non vuole essere un prodotto molto più serio come Euphoria sempre di HBO.
Le dinamiche che vengono a crearsi tra protagonisti così diversi sono affascinanti, soprattutto perché tutti sembrano avere una loro caratterizzazione specifica. Devo dire però che a primo impatto, però, ho notato come alcuni dei nuovi protagonisti sembravano una copia di quelli classici e solo successivamente si è chiarito il loro ruolo narrativo. Forse è una scelta voluta dalla produzione se pensiamo che chi dirige questa serie ha lavorato a quella originale tanti anni fa. Insomma non mancano gli archetipi dei personaggi che si rifanno ai famosissimi: Dan Humphrey, Blair Waldorf, Serena van der Woodsen e Chuck Bass.
Il cast originale viene inoltre citato più e più volte in questa nuova serie, anche solo per spiegare al pubblico in che modo la nuova Gossip Girl dovrebbe essere diversa dalla precedente.

Il cast della serie originale

Rispetto al passato dove il personaggio di Dan sfruttava i suoi incroci con il mondo dell’Upper East Side per farsi strada tenendoci segreto il suo ruolo da Gossip Girl, in questa nuova serie ci sono meno bugie di quanto ci si potesse aspettare. La nascita stessa di una Gossip Girl 2.0 ci viene rivelata direttamente grazie al personaggio di Kate, un’insegnante della scuola frequentata dagli altri protagonisti. E’ lei ed altri professori che ridanno vita a Gossip Girl, trasformando un blog abbandonato nel 2012 ad un trend per una pagina di Instagram tutta nuova.
Se la serie originale muoveva i suoi passi in un ambiente social primordiale, questo revival è essenzialmente un social media drama. Tutto gira attorno ad essi, sono il cuore pulsante che mette in moto gli eventi e le relazioni tra i vari personaggi.

Leggendo in rete è anche interessante notare come la produzione abbia deciso di ricreare alcune scene ed espedienti narrativi del pilot originale, ad esempio c’è l’arrivo di un nuovo personaggio a sbilanciare i legami affettivi che c’erano in precedenza. Il tutto non finisce qui e senza farvi troppi spoiler vi consiglio di rivedere le piccole scenette che vedono protagonista Kate.
Andando l’oltre questo trivia, il leitmotiv della serie rimane originale rimane e forse è anche più forte qui. Mettendo da parte qualsiasi mistero riguardo Gossip Girl, tutta l’enfasi del racconto è dedicato ai protagonisti che vengono immortalati dal gossip. Una bella aggiunta in questo caso è il ritorno di Kristen Bell che continua ad essere la sexy voce ufficiale di Gossip Girl.

Nel corso del primo episodio di questo revival in casa HBO, tutta la trama ruota attorno alle sorellastre Julien e Zoya. Julien è una modella/influencer su Instagram che comanda tutto e tutti nella sua scuola, mentre Zoya è appena arrivata in città dopo aver vinto una borsa di studio e deve subito cercare d’integrarsi. Il rapporto di parentela e quasi amicizia che le unisce non è male come carica narrativa, anzi sembra creare quella che sarà una bella sfida come quelle viste con Serena e Blair. A loro, poi, si uniscono un folto cast di personaggi secondari che non è facile da giudicare ora, alcuni sembrano semplice caricature e altri hanno un potenziale narrativo ancora tutto inespresso. La prima stagione di questa serie ha solo 6 episodi da un’ora ciascuno, un numero decisamente esiguo se paragonato alle stagioni dell’originale (ma quella era un altro tipo di televisione). Non saprei dire se questa riproposizione avrà successo nel pubblico, ma propendo più per una risposta negativa. Le serie degli anni 2000 hanno cementato il loro successo anche grazie ad un numero elevato di episodi, in questo modo lo spettatore poteva sintonizzarsi e seguire il suo personaggio preferito in una miriade di avventure. Possiamo dire che questa nuova serie sia un po’ sufficiente tutto considerato, ma il prodotto ha catturato abbastanza il mio interesse…anche se il merito va più alla serie originale che non al revival.

The future is ours again.
XOXO Gossip Girl

La serie al momento è disponibile solo su HBO Max in America e non ci sono notizie di una programmazione italiana. Nel caso il finale di stagione dovesse colpirmi abbastanza, scriverò un altro articolo su questa serie.

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