Genshin Impact: una rivoluzione videoludica

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Negli ultimi mesi c’è stato un titolo che ha letteralmente invaso il mondo videoludico con i suoi personaggi, una miriade di eventi ed una community un po’ pazza. Stiamo parlando di Genshin Impact, un gioco free to play davvero fenomenale sviluppato dall’azienda cinese Mihoyo.
Ancor prima di arrivare nelle tendenze mondiali di Twitter e tra i titoli più giocati a livello globale, il gioco era passato un po’ in sordina a partire dal suo annuncio nel 2019.
Io stesso ho scoperto la sua esistenza pochi giorni prima del lancio globale, avvenuto lo scorso 28 Settembre 2020. Una volta provato con mano, ho realizzato subito che un titolo del genere non si era ancora visto nel mondo videoludico odierno.

I personaggi principali nel capitolo dedicato alla regione di Liyue

Per essere più precisi: stiamo parlando di un gioco in terza persona open world nel quale il giocatore controlla diversi personaggi, ognuno di loro con varie abilità elementali e armi bianche nel suo arsenale. Esteticamente il titolo riprende molto quanto visto negli anime giapponesi, sia per la struttura del mondo di gioco che per il design dei personaggi. Sul lato tecnico, invece, è qui che arriva la sorpresa: il gioco è completamente giocabile sia su mobile che su PC/Console senza troppe differenze. Essenzialmente Genshin Impact riesce ad offrire la stessa giocabilità su più piattaforme diverse, senza dover per forza aggiungere delle meccaniche che ne limitano i contenuti. E’ vero che nell’endgame bisogna sempre maneggiare con cura le proprie risorse, ma essenzialmente per almeno 30-40 ore (se non di più) il gioco è totalmente libero all’esplorazione.
L’avventura è principalmente un’esperienza singleplayer, anche se vi è una modalità co-op aggiuntiva per fare eventi o determinate attività. Sarà proprio grazie a quest’ultima che col passere dei mesi il gioco prenderà il volo. In quasi tutti gli eventi a tempo limitato che sono stati rilasciati, quelli con la co-op attiva sono stati sicuramente quelli più apprezzati dall’utenza. Gli sviluppatori hanno alternato battaglie a tempo, un intrigante tower defense, dei semplici puzzle game e di recente anche il classico nascondino.
So che il tutto può sembrare un po’ troppo incentrato verso un pubblico molto giovanile, eppure la bellezza del titolo è anche quella di perdersi in queste attività divertenti.

 

 

Insomma sul lato gameplay il gioco non ha mai steccato e forse vale lo stesso per quello narrativo.
La premessa del gioco è un clichè narrativo semplicissimo: due gemelli viaggiano attraverso vari mondi, fino a quando arrivano a Teyvat e qui sono costretti a separarsi. Il gemello controllato dal giocatore avrà come scopo ultimo la ricerca dell’altro, ma per farlo dovrà esplorare tutto il mondo che la/lo circonda. La sceneggiatura che accompagnerà le gesta del nostro personaggio non si prende quasi mai troppo serio, anche se in alcune occasioni ci farà riflettere un po’ di più. Tutta la storia è divisa in Capitoli, i quali sono dedicati alle 7 nazioni di gioco che col passare del tempo vengono rilasciate e aggiunte al gioco.
In quasi un anno dal lancio, ora siamo ancora al capitolo 1 ed il 2 dovrebbe arrivare entro la fine dell’anno con una nuova regione. La particolarità di rilasciare pezzi di trama in questo modo è che gli sviluppatori possono diluire di molto i vari contenuti, dando ampio spazio al cast di personaggi principali e secondari di ogni regione. Come se questo non bastasse, le varie regioni hanno sempre tantissime sottotrame legate al passato dei personaggi e del mondo di gioco che vengono esplorate in quest apposite. Al momento le regioni esplorabili sono due: Mondstadt, un terra ispirata al mondo fantasy europeo, e Liyue, la quale ricorda molto le origini cinesi del team di sviluppo. Tra qualche ora nell’aggiornamento 1.6 verrà aggiunto un arcipelago a tempo limitato, quest’ultimo farà da introduzione alla prossima regione: Inazuma, una terra ispirata alla cultura giapponese.
Ognuna di queste regioni, poi, ha una colonna sonora dedicata composta da Yu-Peng Chen, il quale si è valso dell’aiuto delle orchestre di Londa e Shangai. Alternando tracce molto tranquille ad altre molto più epiche, il compositore riesce ad offrire un’esperienze unica per ogni aspetto ed area del gioco. Un aspetto non di poco conto se consideriamo che il gioco non pesa molto, ergo rimane accessibile anche a chi gioca su mobile. Anche qui bisogna fare i complimenti al team di sviluppo per aver creato un qualcosa di così unico senza dover esagerare nella memoria usata. Insomma siamo ben lontani dagli inutili 200 GB di Call of Duty

 

Fan Art di Hu Tao, un personaggio che è diventato la mascotte sui social il 1° Aprile

Forse le uniche pecche in tutta questa mole di contenuti da giocare e così tanta pienezza narrativa, è il sistema gacha che fa sfondo al gioco. Per chi non li conoscesse, i titoli gacha sono essenzialmente giochi con delle slot machine in cui bisogna usare risorse a pagamento per avere una minima probabilità di ottenere diversi oggetti in gioco (personaggi, armi o altre risorse). Nonostante questa meccanica non così bella, bisogna però dire che il gioco riesce a mantenersi strettamente un free to play friendly in tutto e per tutto. Nonostante le varie classifiche online su quali siano gli oggetti migliori, personaggi più forti o build spaccamascella, alla fine ognuno di essi è studiato in modo tale da poter essere usabile. Non è un caso infatti che molti creatori di contenuti online mostrino come anche i giocatori F2P siano in grado di competere con il Meta attuale (ovvero il meglio del meglio), il quale è quasi sempre legato a contenuti a pagamento. Insomma il gioco è bilanciato per tutti e diciamo che probabilmente alla maggior parte della fan base nemmeno interessano questi discorsi. Del resto con diversi milioni di giocatori attivi ogni mese, moltissimi tra di loro sono interessati a spendere soldi nel gioco basandosi solamente sui loro gusti personali. Insomma questo tipo di monetizzazione funziona per entrambe le fasce dei giocatori, anche se può sembrare un po’ invasiva in alcuni aspetti.

 

 

Come accennato in precedenza il gioco è strutturato con eventi a tempo in aggiunta alla semplice esplorazione, a questi poi vanno ad aggiungersi anche contenuti giornalieri e settimanali. Gli eventi, nello specifico, seguono un calendario fisso di 6 settimane. Durante queste settimane si alternano un po’ per volta, fino a quando non viene annunciata una nuova patch per il gioco ed il ciclo continua con nuovi contenuti. Al momento non si è mai verificata una ripetizione nei vari eventi principali, il che è davvero encomiabile considerando un calendario così stretto per lo sviluppo di questi contenuti.
Io sono già abituato all’andamento dei vari Games as a Service (ovvero i giochi live che vengono aggiornati frequentemente), eppure è la prima volta che ne seguo uno da così tanto tempo e che mi dà sempre qualcosa di nuovo da fare. La ripetitività c’è anche in Genshin, questo va detto, eppure non si sente la stanchezza e noia generale che colpiscono tanti altri titoli. Soprattutto poi con i vari leak sulle prossime patch, qualsiasi giocatore ha sempre un nuovo obiettivo da rincorrere a prescindere che sia un F2P o meno: bisogna farmare risorse per prepararsi a release future o, in alternative, aumentare la potenza del proprio team di personaggi. La release di tutti questi contenuti è poi accompagnata da una miriade d’informazioni sui forum ufficiali e anche un’ottima comunicazione sui social.
La community alla base del gioco, invece, riesce ad alternare ottimi creatori di contenuti a personaggi un po’ strampalati. Non è un caso, infatti, vedere decine e decine di content creators spendere migliaia di dollari su YouTube. Sicuramente non un bell’esempio, ma è un problema comune a tutti i giochi con monetizzazioni simili. Ad ogni modo posso dire di aver conosciute tante belle persone grazie al gioco, una cosa inaspettata dato che il gioco non è localizzato in italiano. Il gioco è poi soggetto ad una forte censura dato che è stato pubblicato in Cina, ma questa non va ad incidere molto sull’esperienza di gioco. Parlando di esperienze, nel gioco sono presenti varie funzioni molto apprezzate del pubblico, su tutte direi la Photo Mode e la possibilità di creare una casa per i nostri personaggi.

Jean Gunnhildr, artwork realizzato da Sean Tay

Andando oltre i meriti tecnici, narrativi e di sviluppo, il gioco credo sia molto popolare anche per tanti altri motivi. Uno di questi è sicuramente l’ottima caratterizzazione di tutti i personaggi, alla quale va ad aggiungersi anche un doppiaggio eccellente. Nello specifico vi segnalo come le varie voci inglesi e giapponesi siano quelle che accompagnano i migliori prodotti dell’animazione giapponese (e non solo) degli ultimi anni, ergo anche questo aiuta a fidelizzare una parte degli utenti. Il design, poi, riesce ad accentuare tutti quegli aspetti narrativi e di gameplay che fanno da cornice ai vari personaggi. Nel gioco è anche presente un menù apposito dedicato alle tantissime frasi pronunciate dai personaggi, esattamente come già visto in Overwatch. Se a questo ci aggiungiamo l’Archivio presente nel gioco, riusciamo a capire come il team di sviluppo voglia puntare fortemente su questo aspetto narrativo. Questo permette, inoltre, ai vari utenti di fare roleplay con i personaggi e appassionarsi ad ognuno di loro senza restrizioni. A me nello specifico piace molto Jean, la Dandelion Knight dei Knight of Favonius. Oltre allo splendido design che l’accompagna, in lei rivedo uno dei ruoli classici che mi piace ricoprire nei giochi online: il tank/healer, ovvero colui che può aiutare la squadra con abilità curative e allo stesso tempo fare abbastanza danno da distrarre i nemici. La semplicità dei vari personaggi di Genshin Impact sta tutta nelle nostre mani, infatti siamo noi a gestirli e dargli un ruolo. Nessuno ci vieta di fare diventare un personaggio con abilità curative, una macchina da guerra capace di distruggere tutto e tutti. Il gioco riesce premiare la creatività degli utenti, la quale poi viene messa alla prova in sfide bisettimanali molto complicate che troviamo nello Spiral Abyss: qui dovremmo completare dei combattimenti a tempo per poter ottenere risorse preziose.

Spero che questo articolo vi abbia un po’ aperto gli occhi sul mondo di Genshin Impact, un gioco che consiglio vivamente a tutti per la sua semplicità e qualità di contenuti. Al momento è previsto che il gioco continuerà a ricevere contenuti per i prossimi 10 anni, per non parlare del fatto che questo franchise continuerà ad espandersi. Al momento è stato già pubblicato un manga ufficiale e probabilmente arriverà anche un serie tv animata in futuro.

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