Eighty-Six – Stagione 1 – Una storia riuscita metà

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Qualche giorno fa si è conclusa la stagione 1 di Eighty Six, un anime che non ci ha convinto del tutto nel corso dei suoi 23 episodi.
Ne avevamo già parlato mesi fa qui raccontando essenzialmente la parte migliore dell’anime, ovvero le sue prime 11 puntate. Affrontando temi sociali e politici molto complessi, la storia seguiva le avventure di alcuni ragazzi in una guerra senza via d’uscita e le varie puntate avevano colpito proprio tutti con la drammaticità degli eventi narrati. Era lecito aspettarsi, quindi, che le successive 12 puntate potessero seguire lo stesso ritmo di quanto già visto…ma la produzione ha deciso di abbandonare del tutto questa formula vincente per una che ha quasi del tutto rovinato l’unicità della serie.

 

Art by Shirabii

L’aspetto più riuscito della prima parte era quello di dividere la narrazione degli episodi, in questo modo potevamo seguire le avventure dei due protagonisti Vladilena “Lena” Milizé e Shinei “Shin” Nouzen. Questa divisione nella strutturazione degli episodi era anche tematica dato che andava ad affrontare la divisione in classi sociali: da una parte i privilegiati Alba e dall’altra i Colorata che vivono nei vari distretti della Repubblica di San Magnolia. Non essendoci un vero punto di contatto tra questi due gruppi di persone, la connessione che viene a crearsi tra gli 86 e Lena è il punto più interessante del racconto. A tutto ciò dobbiamo poi aggiungerci i villain del racconto, ovvero l’IA dei Legion che muove guerra verso ogni nazione attraverso dei droni meccanici. Un dettaglio terrificante di questo nemico è la sua capacità di assorbire la coscienza dei morti e ritrasformarli in nuove IA nemiche, in questo modo il campo di battaglia si trasforma in un conflitto interpersonale per i vari protagonisti. Insomma la serie si era già guadagnata il suo spot unico nel mercato attuale degli anime, ma il tutto si è perso con le nuove puntate.

 

 

 

La seconda parte di stagione, infatti, ci ha mostrato l’altra faccia della medaglia di questa produzione: episodi fin troppo filler, nuovi personaggi che non ci colpiscono come i precedenti e soprattutto scelte narrative inspiegabili. Partiamo dall’ultimo punto: per la maggior parte di queste puntate si è deciso di accantonare la storia di Lena, la quale torna solamente negli ultimi due episodi. Evidentemente la produzione puntava molto nel creare hype sul ritorno di questo personaggio ed effettivamente ci sono riusciti…ma in tutto ciò è venuta meno la qualità generale di tutto il resto. L’assenza di Lena nel racconto, infatti, rende i vari eventi fin troppo chiusi su Shin e gli altri membri dello Spearhead. Il nuovo setting della Repubblica Federale di Giad riesce a rendere la storia fin troppo lenta, un bel problema se consideriamo che la velocità dei primi episodi era stata l’arma principale per catturare l’interesse degli spettatori. Questa lentezza nel voler mandare avanti la narrazione finisce per produrre degli episodi quasi-filler, i quali funzionano solamente per analizzare la psiche dei personaggi senza però farli evolvere come ci si potrebbe aspettare. Se a questo poi ci aggiungiamo gli evidenti problemi produttivi che hanno segnato la messa in onda dell’anime, il risultato è una serie tv che ha perso la maggior parte della sua fan base.

 

Art by Shirabii

I nuovi personaggi, invece, sono un po’ il jolly di queste nuove puntate: alcune volte riescono a sopperire alla mancanza di quanto c’era di buono nell’anime, mentre altre volte non fanno altro che accentuare i vari aspetti negativi. Su tutti il personaggio chiave di questa seconda parte è Frederica Rosenfort, ovvero una ragazzina che vive con il presidente della Repubblica in una sorta di famiglia adottiva. La giovane ragazza all’inizio non sembra avere un ruolo importante nella storia, ma non appena viene rivelato il suo passato si prende quasi tutti i riflettori. La ragazza è l’ultima erede dell’Impero di Giad e possiede dei poteri molto particolari: è in grado di vedere il passato ed il presente delle persone che conosce. Nel corso delle puntate scopriamo poi che l’ex cavaliere di Frederica era Kiriya Nouzen, ovvero un lontano cugino di Shin. Purtroppo il cavaliere non è sopravvissuto alla caduta dell’Impero ed ora la sua coscienza si è unita alle macchine dei Legion. Il conflitto finale di questi episodi vede al suo centro questi tre personaggi: Shin isolato da tutti in battaglia e senza un vero motivo per vivere, Frederica che vuole salvare la coscienza di Kiriya, mentre quest’ultimo è pronto a tutto per distruggere qualsiasi cosa.


Dal lato puramente estetico la qualità dell’anime è sempre rimasta molto alta anche in questa seconda parte di stagione. Nelle varie battaglie la CGI è usata benissimo, così come la colonna sonora di sottofondo riesce sempre a colpire ed enfatizzare quanto accade su schermo. A chiudere il cerchio, poi, ci sono un’ottima fotografia ed un eccellente regia. Unire l’azione ai conflitti personali dei personaggi è l’aspetto sicuramente più riuscito di Eighty Six, il quale viene accentuato ancora di più in questi episodi.
Il finale, come detto, riesce a chiudere il cerchio nonostante un andazzo narrativo non così d’impatto come i primi episodi. Probabilmente a rendere ancor più piacevole le ultime due puntate dell’anime è stata tutta l’attesa che si era creata: gli episodi sono arrivati infatti dopo bene 3 mesi di distanza dai precedenti ed a quasi un anno dalla messa in onda del primo episodio. La reunion dei vari personaggi è stata fatta benissimo e sicuramente rappresenta un momento decisivo nella storia. In questo caso ha pagato la scelta di non scendere a compromessi: il tempo extra per produrre gli episodi ha dato al pubblico forse le migliori scene di tutto l’anime.
Tutto sommato questa prima stagione è stata un successo e vista la qualità dell’anime merita sicuramente di proseguire, soprattutto perché la graphic novel è ben lontana dal terminare la propria storia. Attraversando dei normali alti e bassi all’interno del suo racconto, la serie è riuscita a concludere il tutto nel migliore dei modi e dimostrando al meglio cos’è in grado di offrire al pubblico. Speriamo, tuttavia, di non rivedere alcune scelte narrative di questo tipo in futuro e soprattutto di avere una release quanto mai più naturale.
Nel caso dovesse arrivare una seconda stagione o altri prodotti animati li seguiremo qui sul sito!

A conclusione di questo articolo trovate la traccia musicale con le scene finali dell’anime.

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