Dexter: New Blood – L’ennesimo fallimento

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Si è conclusa forse nel peggior dei modi la serie tv sul serial killer più famoso della tv.
Dexter: New Blood doveva essere il riscatto per il personaggio e anche la produzione, la quale non era stata in grado di confezionare un finale come si deve ad una storia amata da milioni di spettatori. Le carte vincenti c’erano, seppur con qualche difetto, e ci si aspettava solo un bel plot twist per chiudere in modo definitivo le vicende del caro Dexter Morgan (Michael C. Hall). Purtroppo gli sceneggiatori hanno deciso di andare nella direzione opposta con un finale che ignora quanto di buono era stato fatto nelle vecchie stagioni ed in quella corrente.

Prima di arrivare al finale, però, è doveroso far notare che i problemi di questa serie cominciano ben prima del finale. Come avevo scritto in questo articolo, la storia soffriva fin dall’inizio di un ritmo fin troppo lento e mancava tutto quel pathos che di solito accompagnava le gesta del protagonista. A questo va ad aggiungersi anche un villain decisamente inesistente, il quale non rappresenta affatto una sfida per Dexter. Nonostante l’ottima interpretazione di Clancy Brown, il vero cattivo di questa storia è la storia stessa. Dopo un’attesa spasmodica, alla fine ci si trova davanti ad una produzione con forti limiti di sceneggiatura. Un esempio di tutto ciò è come si arriva alla rivelazione dell’antagonista, la quale passa attraverso un altro personaggio che si vede letteralmente solo nei primi due episodi. Una volta superato questo filler, gli sceneggiatori hanno avuto la grande idea d’introdurci direttamente al serial killer antagonista senza neanche farci mettere assieme qualche indizio per scoprire chi sia. Solitamente una scelta simile funziona se il personaggio in questione riesce a catturare sempre l’attenzione del pubblico, ma non è questo il caso.

In un mix tra rivelazioni fin troppo veloci ed una progressione della trama molto lenta, New Blood continua verso il suo finale senza mai mettere in scena eventi così memorabili. Lo stesso Dexter non è assolutamente cambiato rispetto a dieci anni fa, nonostante ripeta per diverse volte il mantra “Sono un mostro che si evolve“.
Più che una vera evoluzione, il personaggio si è mosso nella direzione opposta dovendo reprimere forzatamente il suo oscuro passeggero. Una volta che il nostro omicida decide di agire è come se il tempo si fosse fermato ed essenzialmente tutto sia uguale a dieci anni fa. Il problema però è presto detto: il nuovo contesto narrativo non porta con sé alcun pathos alle vicende, né tantomeno aggiunge un qualcosa di nuovo per analizzare il protagonista. A salvare quello che essenzialmente è un omicidio di poco conto è la storia, la quale per forze di cose deve andare avanti e quindi creare alcuni twist. Anche qui nulla di eclatante e con il passare degli episodi ci rendiamo sempre più conto di come gli eventi siano legati tra loro solo perché qualcuno ha deciso che lo siano. L’esempio più chiaro di tutto ciò è nel finale, ma su questo ci arriveremo tra poco.

Nelle stagioni precedenti ancor prima degli eventi, erano i vari personaggi a rendere le vicende davvero memorabili. In questo revival si è cercato di fare la stessa cosa, purtroppo con esisti alquanto differenti.
Un’aggiunta interessante nella storia è Debra (Jennifer Carpenter), la defunta sorella di Dex, che rivediamo in versione “fantasma” pronta a psicanalizzare il fratello. In origine nel ruolo di guida psicologica c’era il padre adottivo e possiamo dire che la sostituta sembra più una scelta di fan service, infatti il ruolo di Deb non è mai del tutto chiaro negli eventi: alcune volte sembra ricordare a Dexter le conseguenze delle sue azioni e altre volte ignora la realtà dei fatti, senza aggiungere molto alle scene in cui è presente (se non le classiche parolacce molto colorite). Un esempio chiaro di questa sua doppia natura lo si vede quando il rapporto padre-figlio comincia ad incrinarsi e non è in grado di giudicare chiaramente gli eventi. Tutto sommato il suo utilizzo nelle puntate è stato davvero minimo e le scene interessanti sono davvero poche.

Il figlio Harrison (Jack Alcott), invece, credo possa meritarsi di diritto il titolo di peggior personaggio di questa stagione e sicuramente la più grande delusione a livello narrativo. Il suo arrivo è stato un fulmine a ciel sereno e sembrava solamente volersi riunire ad un pezzo della sua famiglia che non aveva mai conosciuto, tuttavia era palese fin da subito che ci sarebbe stato uno scontro con il lato oscuro del padre. Nel corso degli episodi Dexter fa di tutto per mantenere il suo segreto, ma alla fine si decide a raccontare la verità quando anche il ragazzo aveva mostrato delle “oscure tendenze” simile alle sue. Una volta rotto il “ghiaccio” il rapporto padre-figlio comincia finalmente a muoversi nella direzione giusta, dopo diversi episodi in cui essenzialmente nessuno dei due voleva aprirsi con l’altro. E’ forse in questo momento che la serie comincia a riprendere vita e mostrarci qualcosa d’interessante, ma ovviamente questo momento positivo è davvero breve.

Nel finale ogni pezzo di trama è forzato da conclusioni illogiche e personaggi che sembrano essere completamente diversi da quelli visti in passato. A cominciare da Harrison che in una puntata precedente ha letteralmente rovinato la vita di un teenager, ora si trasforma magicamente in un colui che può davvero giudicare l’operato del padre. A tutto ciò vanno ad aggiungersi anche le scelte di Dexter, il quale sembra molto diverso dal freddo assassino calcolatore o colui che cercava di proteggere le persone a lui care. Finisce per abbandonare il codice che gli ha permesso di vivere una vita semi-normale solo per fuggire ad un pericolo quantomeno gestibile. La conclusione forzata passa attraverso l’aggiunta del tenente Batista (David Zayas), il quale poteva avere un bel confronto con il suo non-defunto ex collega degli anni di Miami. Nonostante anche questa potesse essere un po’ forzata come situazione, si è deciso di buttare via anche questa opzione per poter uccidere il protagonista. In un finale così scritto male si è deciso anche di dare una pessima evoluzione al capo della polizia Angela (Julia Jones), la quale ha seguito un teoria assurda per dover incastrare l’ex macellaio di Bay Harbor. In rete moltissimi spettatori, infatti, hanno fatto notare come alcuni dei dettagli per incastrare Dexter siano in netto contrasto con quello che sapevamo dalle vecchie stagioni, insomma siamo davanti al più classico dei retcon per poter forzare la trama in un’unica via.

Piuttosto che metterci davanti ad una scena molto drammatica, si è deciso di farci vedere gli ultimi momenti di vita del caro Dexter Morgan in un finale costruito malissimo. Avendo chiuso ogni alternative nella storia, l’ex Jim Lindsay è costretto ad accettare una morte simbolica. Una scelta del tutto incomprensibile, soprattutto se consideriamo che il motivo principale di questa produzione era di quello di sistemare il finale originale tanto disprezzato dal pubblico. Insomma bastava davvero poco per rendere godibile il tutto o quantomeno evitare di dover riportare sulle scene protagonisti tanto amati solo per ucciderli su schermo. Utilizzando uno dei pessimi cliché visti nell’ultima trilogia di Star Wars, la morte del protagonista dovrebbe in qualche modo farci appassionare ai nuovi personaggi ed incredibilmente anche qui la sceneggiatura fallisce. l figlio Harrison, infatti, non porta a termine nulla dopo questo periodo ad Iron Lake: scopre finalmente cosa si celo nella storia della sua famiglia, ma finisce per uccidere l’unica persona al mondo che poteva capirlo o guidarlo. Una scelta del tutto illogica che un po’ l’accomuna con quella del serial killer Trinity che gli aveva tolto la madre anni prima. Aveva la possibilità di lasciarsi alle spalle il passato, invece ha deciso di farsi coinvolgere e distruggere tutto quello che gli era rimasto.

Nonostante tutti questi problemi, la serie è stata comunque un successo a livello di ascolti e all’orizzonte potrebbe esserci una seconda stagione con Harrison protagonista. Tuttavia speriamo vivamente che questo non accada, del resto niente di quanto visto in queste 10 puntate ci ha appassionato sul futuro del personaggio.
Se dovessimo fare un paragone con il passato è difficile dire quale finale ci ha deluso di più, ma sicuramente questo qui ci colpisce di più proprio perché ci eravamo già passati in una delusione così forte per una serie tv tanto amata dal pubblico. Speriamo di non rivedere situazioni simili a questa per altre produzioni in futuro.

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