Black Widow: la wild card del Marvel Cinematic Universe

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Ancor prima dei vari rinvii causati dal Covid-19, si era già capito come questo film era decisamente fuori dai grandi schemi del Marvel Cinematic Universe.
Un aspetto quasi divertente se ci pensiamo: un personaggio che ha avuto sempre un ruolo secondario, alla fine vede la sua origin story in un film anch’esso secondario. Per riprendere un termine tecnico tennistico, sia il personaggio che il film li definirei una “Wild Card“; ovvero quando un giocatore può partecipare ad un torneo con un invito speciale e senza meriti sportivi.

Ecco non voglio sminuire il personaggio interpretato da Scarlett Johansson, ma è chiaro come nell’evoluzione del MCU sia sempre stato un personaggio per unire i vari protagonisti principali (Tony Stark e Steve Rogers su tutti). Era comunque diventato un punto cardine dei vari film della Marvel Studios, anche se tutti per anni e anni chiedevano un film dedicato alle sue origini. Insomma era anche la prima supereroina del franchise, era scontato che i fan volessero vedere di più. Il film, purtroppo, non è arrivato “in tempo” e così il primo slot per la origin story di una supereroina è passato a Captain Marvel. Le tempistiche in questi casi sono molto importanti perché, come ormai sappiamo tutti, il personaggio ha visto la sua fine tragica in Avengers Endgame. Un vero peccato perché la Vedeva Nera non ha avuto nemmeno uno spazio nella scenetta con tutte le Avenger femminili (tanto criticata online per futili motivi), inoltre questo film risulta essere un effettivo post-mortem ad un personaggio che ormai ci ha dato tutto (o quasi…?)

©Marvel Studios 2020

Per darvi un’idea ancora più chiara di come questo film sia diverso dai precedenti, è uno dei pochi della Marvel Studios in cui alla fine non c’è la title card con su scritto “Eroe X tornerà in un prossimo film”. I primi film della Marvel che hanno usato questa title card hanno sempre catturato il mio interesse, insomma era un modo come un altro per dire allo spettatore che lo spettacolo non era affatto finito. Del resto la serializzazione così lunga di un franchise che si è sempre espanso era e lo è tutt’oggi il suo punto di forza principale, ma dopo aver chiuso le tre Fasi della Infinity Saga è chiaro qualcosa sta per cambiare. Già le serie di Disney+ stanno puntando a nuovi reami del mondo Marvel, ma anche ad offrire prodotti del tutto nuovi in quello che prima necessitava diversi film per mandare avanti una storia. Probabilmente questa piccola differenza ci sarà anche nei prossimi film del MCU e dovrò abituarmici, soprattutto se Kevin Fiege stesso ha detto di non voler più legare gli attori a dei contratti pluriennali.

Tralasciando il discorso sul franchise, possiamo dire che il film non sia così eccelso. Più e più volte sembra di voler tornare ai fasti di Captain America The Winter Soldier, ma non si raggiunge mai un’epicità del racconto così alta. Ritornerò su questo punto a breve. L’intro del film vede la piccola Natasha con i capelli blu vivere in Ohio una vita tranquilla con la sorella Yelena (Florence Pugh) ed i genitori…anche se ci viene svelato fin da subito che sono tutti una squadra di agenti russi sotto copertura. In Ohio la famiglia era in missione e una volta finita cercano di fare ritorno in Russia. Tuttavia gli ordini del Generale Dreykov (Ray Winstone) sono diversi e la famiglia viene divisa: Natasha e Yelena vengono rimandate nella Stanza Rossa, il padre Alexei (David Harbour) viene incarcerato e la madre Melina (Rachel Weisz) continua a lavorare per il Generale.
Il film decide di non mostrare altro della vita precedente di Natasha e così arriviamo direttamente al 2016, l’anno in cui gli Avengers si spaccano a metà a causa degli accordi di Sokovia. Natasha è ora una fuggitiva e cerca di nascondersi dagli agenti governativi. In tutto ciò la sorella Yelena è ancora viva e continua a lavorare per il Generale come una delle sue Vedove Nere, ma viene liberata dal controllo mentale di quest’ultimo grazie ad un siero. Una volta capito cosa le è successo, decide di voler smantellare l’organizzazione delle Vedove Nere ed ha bisogno dell’aiuto della sorella.
E’ un peccato che il film abbia volutamente deciso di omettere come Natasha sia passata con Nick Fury a seguito del suo incontro con Barton “Occhio di Falco“. Ci viene accennato diverse volte di come i due Avenger si siano conosciuti a Budapest, ma un vero proprio flashback non c’è. Probabilmente, per tornare sul discorso delle tempistiche, ormai non aveva più senso mostrare quella scena a livello narrativo.
Questa teoria viene avvalorata dal fatto che c’è effettivamente un flashback specifico nel film, ovvero la prima missione di Natasha per conto dello SHIELD nella quale deve dimostrare la sua lealtà verso i suoi nuovi alleati.
A questa missione è collegata un po’ tutta la storia dell’antagonista principale il Generale Dreykov, non un personaggio così interessante. Sopravvissuto all’attentato alla sua vita, all’ombra degli Avengers continua a dirigere le sue Vedove Nere per controllare (non si sa nemmeno come) il mondo che lo circonda. Non è esattamente una figura così carismatica come può sembrare e lo scontro con Natasha è tutto fuorché pieno di pathos.

©Marvel Studios 2021

Andando oltre le scelte narrative ed il misero cattivone, un personaggio davvero ben riuscito è Taskmaster. Come detto in precedenza il film tenta di replicare alcune scene d’azione e atmosfera di Winter Soldier, ecco queste sono quasi tutte quelle in cui si può vedere questo antagonista. Utilizzando una maschera e dei gadget molto tecnologici, ogni combattimento in cui partecipa è sempre molto spettacolare. L’alone di mistero che lo circonda ad inizio film riesce ad enfatizzare anche la sua abilità speciale, ovvero il poter replicare qualsiasi tecnica di combattimento. Le origini che vengono date a questo personaggio sono un po’ mediocri, ma del resto tutta la sceneggiatura in sè del film non brilla così tanto. Lo stesso discorso vale per la famiglia acquisita di Natasha, anche se tra questi spicca Alexei nel ruolo di Guardiano Rosso. Essendo stato il primo ed unico super soldato dell’Unione Sovietica, era praticamente la versione russa di Capitan America. Di sicuro è il personaggio più divertente del film e non stona affatto con quello che è un costume classico da fumetto Marvel, unica nota negativa è il fatto di vederlo ora che non è più al massimo delle sua possibilità fisiche.
Insomma le caratterizzazioni dei vari personaggi sono ben riuscite, ma c’era poco da preoccuparsi in un aspetto in cui i Marvel Studios non hanno mai fallito.

 

©Marvel Studios 2021

Analizzando le parti più tecniche del film, un elogio va fatto sicuramente alla colonna sonora composta da Lorne Balfe. E’ riuscito ad unire dei temi epici al classico sound che ci si poteva aspettare con personaggi russi e le tracce migliori sono decisamente quelle legate ai combattimenti ed i momenti più drammatici del film. Gli effetti speciali sono standard, la solita qualità che si può aspettare da un film Marvel. La regia, come detto, spicca in alcune scene molto specifiche e nelle altre rimane su un buon livello.

Il film, in definitiva, svolge il suo ruolo da “riempitivo” in attesa di vedere dove gli Eternals e la serie di Loki ci porteranno nei prossimi mesi. L’introduzione di Yelena serve per farci conoscere la probabile Vedova Nera 2.0 dei prossimi anni, inoltre ci permette anche di rivedere sotto altri occhi le avventure di Natasha in Infinity War ed Endgame (bello il giubbotto pieno di tasche…).
Il rapporto tra le due sorelle è uno dei punti cardine della pellicola, anche se è un peccato che questo non sia mai stato accennato in passato. Insomma funziona se preso come una cosa a sè, ma vedendo il film in tutto il contesto del MCU alcune scelte narrative non funzionano a dovere. Di conseguenza anche il tema della famiglia funziona e non funziona per lo stesso motivo.

Più che essere una retrospettiva sul personaggio della Vedova Nera, il film passa fin troppo tempo a reintrodurci un personaggio che già conosciamo in un contesto del tutto nuovo. Probabilmente il tutto avrebbe avuto molto più senso se il film fosse stato pubblicato qualche anno fa, evitando di dover raggiungere un’analisi ulteriore ad una sceneggiatura che non vuole approfondire più di tanto il racconto.


Rispettando la natura classica dei film Marvel, è presente una scena dopo i titoli di coda ambientata nel presente. Non vi sveliamo cosa succede, ma probabilmente questo film andrà a collegarsi ad una serie su Disney+ di prossima uscita.

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