AoT no Requiem: un barlume di speranza

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L’avevo annunciato nello scorso articolo ed ora è finalmente arrivata la prima parte di Attack on Titan no Requiem, il manga fan-made realizzato per riscrivere il finale della serie.
In molti erano scettici sulla qualità effettiva di questo progetto, eppure i vari artisti si sono davvero superati sia nella narrazione che nei disegni. Sicuramente le differenze si vedono rispetto alla mano di Hajime Isayama, ma sono piccolezze guardando al contesto: in queste poche pagine iniziali comincia a sentirsi quel senso di appartenenza che è mancato negli ultimi capitoli del manga.
Ovviamente il mio è un discorso personale, alla fine il nocciolo della questione è pur sempre una fan fiction su un’opera già finita. Credo sia doveroso, però, non sminuire così presto il lavoro fatto da questi ragazzi, non è da tutti riuscire a sopportare il peso delle critiche e realizzare un’opera simile nel tempo libero.
Il team ha pubblicato anche un mini traccia musicale che si può ascoltare in sottoffondo durante la lettura, davvero niente male. Inoltre è notizia di qualche ora fa: sono in arrivo le traduzioni ufficiali del manga in 15 lingue, tra queste è presente anche l’Italiano!

Inoltre loro stessi hanno chiarito in diverse occasioni gli obiettivi di questo progetto, il quale non vuole in alcun modo sovrapporsi al finale originale del manga. Essendo il tutto senza scopo di lucro, poi, è esente da eventuali cause legali, soprattutto perché in Giappone questa forma d’arte (chiamata doujinshi) è protetta a livello legale. Insomma un win win per tutti alla fine.
Nel corso della giornata di ieri il manga è arrivato nelle tendenze mondiali di Twitter, il che ha scatenato non pochi commenti dai vari utenti. Ora è arrivato il nostro turno di analizzare quanto di buono ci sia in quest’opera.

Prima di andare oltre, anche stavolta, vi avviso che ci saranno spoiler sul manga originale e quello fan-made. Leggete a vostro rischio e pericolo!

 

Un’anteprima del lavoro svolto dai vari artisti nei panel del manga

La storia del manga comincia all’inizio del Capitolo 137 intitolato “Titans” (Giganti) in cui Zeke spiega ad Armin le origini del mondo e soprattutto quella del potere dei Giganti. Rispetto alla versione originale della storia, qui il foreshadowing è molto più enfatizzato nella storia soprattutto perché l’Eren adulto va ad interagire con l’Eren bambino. Una cosa che era mancata nel manga originale era il “piano” attuato da Eren, il quale andava in contrasto diverse volte con le varie visioni del futuro avute da bambino ancor prima della caduta di Shiganshina. Il capitolo 139 del manga originale ha cercato di chiudere tutta queste serie di domande con delle spiegazioni piuttosto sommarie, mentre qui sembra che gli artisti vogliano rendere molto più attivo Eren. Un aspetto particolare di portare avanti la storia in questo modo è che, probabilmente, gli eventi potrebbero seguire anche quanto già visto nel manga originale senza però far pervenire un senso d’incompiutezza o troppa fretta nelle varie scene. Del resto è chiarito più volte dagli stessi autori come questo manga non sia una “favoletta” per arrivare ad un happy ending, nessuno vuole trasformare Attack on Titan in qualcos’altro.

Eren stesso lo dice chiaramente: “Per raggiungere quell’unico obiettivo…il sacrificio è inevitabile. Per porre fine a questo ciclo di odio senza fine e ottenere la vera libertà…Io sono disposto a sacrificare il Mondo.”

Questo panel è stato modificato nella terza vignetta con
“Per rivendicare il nostro diritto alla vita” 

E’ anche interessante notare come gli occhi di Eren abbiano la stessa luce di quelli di Frieda una volta ottenuto il potere del gigante Fondatore, insomma possiamo ben capire come in questo momento narrativo il ragazzo sia in totale controllo di tutti i suoi poteri. Ci sarebbe anche da menzionare il design di Eren, il quale prende letteralmente vita in tutta la sua potenza in diversi panel.
Su Twitter in molti non hanno apprezzato come Eren sia ritornato ad essere il solito personaggio maschile stra-figo (per intenderci un Goku random), preferendo di gran lunga il ragazzo spaventato e traumatizzato dagli eventi visto negli ultimi capitoli del manga. Io non condivido molto questa critica, anche perché odio dover vedere dei personaggi abbandonarsi al loro lato umano nei momenti clou della storia. Non sto dicendo che debbano essere delle macchine senza cuore, ma credo debba esserci un minimo di rispetto verso quell’utenza che vuole i grandi plot twist. Del resto tu creatore non puoi abituare l’utenza ad un certo tipo di contenuto e poi, sul più bello, andare nella strada opposta. Per intenderci riesco ad accettare un The End of Evengalion, in quanto tutto l’arco narrativo ruota attorno alle azioni e non azioni del protagonista creando un unicum narrativo fenomenale. Non accetto, invece, una situazione in cui la spiegazione finale a degli eventi così complessi si risolve in “problemi adolescenziali” dei protagonisti, i quali magari van man mano a regredire nella loro caratterizzazioni invece che crescere.

Rileggendo il manga mi è venuto in mente un modo piuttosto semplice, poi, per ricollegare questo Requiem al manga originale: Eren dice di aver visto tutti i possibili finali dei vari sentieri (ergo possibili timeline alternative?) e di averne scelto solo uno che possa garantire a tutti una libertà da questo ciclo d’odio. Ecco magari il finale originale è uno di questi sentieri alternativi che ha volutamente deciso d’ignorare? Credo che le due opzioni possano coesistere, almeno su universi alternativi. Insomma si è visto di peggio a livello narrativo no?

E’ ancora troppo presto, però, per capire se la strada intrapresa da questi artisti può riconciliarsi con le mie idee e/o quelle di tantissimi altri lettori. C’è sicuramente del potenziale nel rendere più coesa una storia a cui è mancato letteralmente il respiro nelle sue battute finali.
Il team di artisti ha annunciato che questo “Capitolo Finale” (così è stato chiamato) avrà sicuramente più di 100 pagine, insomma siamo ben lontani dalla sua conclusione.
Se siete interessati, restate sintonizzati sul loro profilo ufficiale Twitter e ovviamente qui sul sito per le nostre recensioni!

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