86 – Eighty-Six – La guerra degli oppressi

Condividi sui social!

In questi ultimi giorni ho recuperato uno degli anime più interessanti di questo periodo, ovvero 86 – Eighty-Six.
L’anime è la trasposizione della light novel dallo stesso nome ideata da Asato Asato, una scrittrice giapponese che ha raggiunto il successo grazie a questo lavoro. Al momento è in pubblicazione dal 2017 e dubito si fermerà presto, soprattutto con il successo che l’anime ha portato all’opera originale.
In questo articolo andrò ad introdurre quanto visto nei primi 11 episodi della prima stagione, la quale continuerà tra qualche mese. Speriamo che l’anime andrà avanti anche dopo gli ultimi episodi, la qualità del prodotto e delle storie narrate meritano sicuramente un espansione.

L’universo narrativo di 86 – Eighty-Six si apre con una guerra tra l’Impero di Giad e la Repubblica di San Magnolia, un conflitto senza vittime. Almeno apparentemente.
Le due potenze si combattono a vicenda con dei droni meccanici, ovvero i Legion dell’Impero ed i Juggernauts della Repubblica. Entrambi i droni non vengono pilotati da umani…tuttavia non tutte le informazioni di pubblico dominio sono vere.

La protagonista femminile “Lena”

La storie segue le vicende del maggiore Vladilena “Lena” Milizé della Repubblica di San Magnolia, la quale segue le orme del padre lavorando nell’esercito. La ragazza lavora come handler, ovvero controlla e dirige i vari droni in guerra direttamente da una postazione all’interno della Repubblica. Ogni handler è totalmente slegato da ciò che accade in battaglia, può solo sentire le voci dei “non umani” che pilotano i droni.
Questi “non umani” sono delle persone che abitano nel Distretto 86 al di fuori del perimetro di sicurezza della Repubblica. I cosiddetti “86” sono così privati di qualsiasi diritto, anche quelli più basilari, e sono costretti ad impugnare le armi in una guerra che fa molte più vittime in realtà. Questa discriminazione verso gli 86 è basata su forti idee razziali, ovvero la differenza nel colore della pelle e dei capelli. Tutti gli abitanti originari della Repubblica sono definiti “Alba” in quanto hanno i capelli e gli occhi di color argento, tutte le altre etnie vengono definite sotto l’appellativo di “Colorata“.

 

La trama dell’anime comincia ad aprirsi quando seguiamo le vicende della squadra Spearhead, ovvero un team di 86 d’elite che la giovane Lena dovrà guidare. Il leader di questa squadra è Shinei “Shin” Nouzen, soprannominato “Undertaker” per la sua tendenza nel far impazzire ogni handler che ha provato a lavorare con lui. In questo team d’elite sono presenti tanti altri personaggi secondari, ma solo ad un cast molto ristretto verrà data una caratterizzazione vera e propria. Purtroppo le tempistiche ristrette dell’anime non hanno permesso agli autori di concentrarsi su tutti i personaggi.

In questi primi episodi si può notare fin da subito come la regia, le animazioni, il voice acting e la trama in sè siano tutte di alto livello. Ad occuparsi della produzione c’è l’A-1 Pictures, un team che ha raggiunto la fama mondiale con il successo di Sword Art Online (nonostante non venga apprezzato da tutti).
L’anime ha anche una splendida colonna sonora curata dal duo Hiroyuki Sawano e Kohta Yamamoto, i quali si erano occupati dell’Attacco dei Giganti. Rispetto all’anime prodotto da Mappa, qui Sawano ha decisamente un ruolo più “attivo” nella composizione di tracce musicale.
Un esempio? La fantastica ending theme “Avid” che potete ascoltare in basso.

Durante la visione dell’anime è chiaro che la produzione abbia deciso fin da subito di dare ampio spazio alla divisione tra le due trame principali, soprattutto tramite il re-telling di quanto visto nello stesso episodio da un altro punto di vista. La maggior parte degli episodi sono infatti divisi in due: una parte è dedicata alle vicende di Lena e l’altra di Shin e compagni. Dato che tra i due personaggi esiste una divisione sociale e spaziale non indifferente, questa viene enfatizzata ancora di più da questa scelta registica. Inoltre è chiaro come l’intento fin da subito sia quello di umanizzare gli 86, i quali all’inizio non vengono nemmeno ritenuti tali. Lena è infatti l’unica persona di origine Alba a credere che non ci siano differenze tra loro ed i “Colorata”, per questo motivo viene vista negativamente da entrambe le fazioni.
Solo unendosi alla squadra dell’Undertaker. Lena riuscirà in qualche modo a cambiare le cose e col tempo scoprirà tutti i misteri che si celano dietro gli 86 e soprattutto questa guerra contro delle macchine senza alcun controllo.

I primi 9 episodi dell’anime sono stati un riadattamento di tutto il primo volume della light novel, mentre gli episodi 10 e 11 sembrano averci fatto da introduzione alle prossime avventure che arriveranno con i nuovi episodi tra qualche mese.

Potete vedere l’anime sul sito di Crunchyroll con i sottotitoli in italiano.

Alcune considerazioni spoiler di seguito!

Illustrazione di Shin e Lena realizzata da Shirabii

Le scene che ho più apprezzato di questi 11 episodi sono due molto particolari, rispettivamente nell’episodio 9 ed 11.
Negli ultimi momenti dell’episodio 9 ci viene mostrata la corsa apparentemente inutile di Lena quando capisce che la squadra di Shin vuole esplorare dei territori lontani ed essere finalmente libera, ergo saranno per sempre fuori dal controllo della Repubblica e andranno incontro ad una morte certa. In questa scena è chiaro come il maggiore si sia ormai legata molto alla squadra, la quale è l’unica in grado di capire il suo disagio sociale. In questo senso la corsa di Lena è più un vano tentativo di fuga dalla sua costrizione sociale ed il non voler abbandonare quelli che ormai considera degli amici.

Nell’episodio 11, invece, possiamo vedere finalmente Lena nel Distretto 86, esattamente nella caserma doveva vivano Shin e compagni. E’ qui che troverà una lettera di addio e presentazione dei membri rimasti della squadra Spearhead. Questa scena si conclude con la prima (e non ultima si spera) evoluzione del personaggio di Lena: da semplice soldato che non è in grado di cambiare gli eventi ad una ragazza che ha capito cosa deve fare per abbattere i muri ideologici che la circondano. La ricerca della libertà degli 86 le ha dato fiducia in sè stessa, esattamente come quella che aveva suo padre diversi anni prima quando aveva tentato di opporsi allo status quo della Repubblica.

Un altro aspetto che mi è piaciuto è stato in conflitto fraterno che ha coinvolto Shin e Shourei, anche se forse i momenti clou del combattimento non sono stati così avvincenti. Alla base di conflitto c’è la convinzione di Shourei di non essere stato il fratello maggiore che Shin meritava, soprattutto perché ha finito con incolparlo della morte dei genitori. Questo rimorso ha continuato ad esasperarlo anche dopo la morte e, una volta legatosi ai Legion, inizierà a dare la caccia a Shin per dargli la morte e riunirsi con lui.
La particolarità di questo scontro è anche data dal fatto che Shourei sia legato anche a Lena, insomma un aspetto drammatico e tragico in più che unisce i nostri protagonisti principali.
Questa prima serie di episodi si è conclusa con una scena emblematica, la quale sembra indicare la morte imminente Shin (speriamo di no!), ergo attendo con grandi aspettative i prossimi episodi per scoprire cosa succederà!

Entro la fine dell’anno scriverò l’analisi conclusiva di questa prima stagione, una volta terminata la messa in onda. Stay tuned!

Potrebbero Interessarti

Leave a Comment